RIVISTA ON-LINE DI CULTURA E TURISMO

- FEBBRAIO 2018 -
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L'EDITORIALE

Commiato di Flavia Pankiewicz
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N

 

on riuscivo a scriverlo questo editoriale… non era mai il momento buono. Sono in ritardo e vi chiedo scusa. È che avrei voluto non scriverlo. Perché è un commiato. Un commiato dai miei lettori e dai miei collaboratori.

Dopo dieci anni di pubblicazione su carta, una pausa di alcuni anni, e sette anni di pubblicazione on-line, Bridge Puglia USA chiude. Non siamo riusciti a evitarlo. Vorrei ripercorrere, per i nostri lettori, la storia della rivista, nata da un atto d’amore per la mia terra d’origine e dalla passione per quel “sogno americano” condiviso da intere generazioni di migranti.

Bridge nasce nel 1996 come rivista annuale su carta, solo in lingua inglese, con il nome di Bridge Apulia USA. Lo scopo è quello di promuovere la Puglia negli Stati Uniti e di sviluppare i legami e gli scambi culturali tra Italia e USA e in particolare con il mondo italoamericano e dei pugliesi d’America. All’epoca la Puglia era una regione quasi sconosciuta al turismo internazionale e promuoverla in America, a partire da una capitale del mondo come New York, era un lavoro quasi pionieristico. Lo abbiamo svolto per quasi dieci anni, non solo pubblicando e diffondendo tra opinion leaders americani la rivista ma anche con eventi culturali di promozione della Puglia, organizzati a New York, Chicago, Los Angeles, Philadelphia. Con piccoli aiuti da parte della Regione Puglia e di altri enti e con tonnellate di passione, entusiasmo e duro lavoro. I nostri eventi, conferenze, mostre, incontri, si sono tenuti quasi sempre presso gli Istituti Italiani di Cultura ma sono stati ospitati anche presso il Consolato Generale d’Italia a New York e presso diverse Università americane.

Siamo convinti che un piccolo tassello del grande mosaico che ha reso oggi la Puglia meta ambita nel mondo (grande merito va al cinema, capace di penetrare l’immaginario collettivo come nessun altro mezzo, e ai tanti registi che hanno scelto la regione come ambiente dei loro film) sia opera anche dei dieci anni di sua promozione in America attraverso la nostra rivista e i nostri eventi.

Dopo una pausa di alcuni anni Bridge è rinata nel 2011 come pubblicazione on-line, con il nome di Bridge Puglia USA. Interamente realizzata in italiano e in inglese è stata l’unica con lo sguardo dalla Puglia sempre proteso al di là dell’Atlantico. Verso quegli Stati Uniti oggi molto diversi dal sogno che coltivammo più di vent’anni fa, anche se nessuna deriva politica ha potuto intaccare i legami affettivi con l’Italia.

Abbiamo così prodotto centinaia di articoli a firma di autorevoli giornalisti, scrittori ed esperti di varie discipline; migliaia di foto, la maggior parte scattate da artisti più che da semplici fotografi. Oltre 600mila contatti hanno visitato le nostre pagine (oltre 1.300.000 visualizzazioni di pagine), da tutta Italia, da oltre mille città, dagli Stati Uniti e da più di duecento altri paesi del mondo.

Ma al consenso dei lettori, all’attenzione che ci è stata dedicata fra le due sponde del ponte, non hanno corrisposto risorse adeguate al mantenimento di un’impresa non sostenuta da alcuna provvidenza pubblica. Nonostante ogni sforzo è stato impossibile realizzare una raccolta pubblicitaria sufficiente a coprire i costi né si sono avverate le condizioni per creare una rete commerciale in grado di curarla.

È stata comunque un’esperienza esaltante, grazie soprattutto ai meravigliosi collaboratori che ho avuto l’onore di pubblicare. Grandi nomi o esperti di alto profilo che hanno collaborato in maniera coordinata ma volontariamente, solo per il piacere di essere su Bridge Puglia USA. Qui sotto il mio ringraziamento che sento il bisogno di esprimere a ciascuno di loro.

Grazie, infine, di cuore, a tutti i nostri lettori. Grazie per le innumerevoli mail di apprezzamento che mi avete scritto in questi anni. Le ho stampate tutte e le custodisco gelosamente.

Il mio primo editoriale su Bridge, nel 1996, si apriva con una citazione del filosofo francese Gilles Deleuze, tratta dal suo saggio “Sulla superiorità della Letteratura Angloamericana”: Non si scrive altro che per amore, ogni scrittura è una lettera d’amore. E direi: non si pubblica altro che per amore. Gli altri, chi ci legge, sono il motivo per cui scriviamo e pubblichiamo. Quel sottile ma possente filo di comunicazione tra chi scrive e chi legge, il rapporto con i nostri lettori, si chiude qui. Forse per sempre. Forse per un periodo, lungo o breve, come mi auguro.
Buona vita!

 

 

Ringraziamenti

 

Un ringraziamento speciale va a coloro che sono stati le vere colonne portanti della rivista: Lino Patruno, giornalista e saggista, per tredici anni direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, che ha scritto per Bridge decine di articoli con il suo stile frizzante e seducente, capace di incantare i lettori; Pietro Marino, autorevolissimo critico d’arte e già condirettore della Gazzetta del Mezzogiorno e amico straordinario, che oltre ai tanti articoli non ha mai fatto mancare i suoi preziosi consigli; Alberto Sobrero, linguista, già rettore dell’Università di Lecce e presidente della Società di Linguistica Italiana, che ha curato una rubrica fissa di grandissimo interesse: quella sui proverbi dialettali della Puglia, magistralmente illustrati dall’artista Bruno Maggio con chine create appositamente per Bridge Puglia USA; Dario Ersetti, curatore di una della rubriche più lette, quella sulla cucina pugliese, esperto con competenza non inferiore a quella dei più rinomati chef italiani, ha scritto e illustrato con sue immagini decine di articoli, spesso corredati da accurate schede della dietista Novella Pranzo Zaccaria con le proprietà dell’alimento principale di ogni ricetta.

Per non parlare delle centinaia di fotografie che ci sono state concesse da Nicola Amato, intellettuale e artista della macchina fotografica capace di regalare, attraverso le immagini, emozioni uniche.

Un grazie speciale a Raffaele Nigro, giornalista Rai e scrittore “Premio Campiello”, al critico cinematografico e responsabile delle pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno, Oscar Iarussi; ai carissimi amici americani, Michael Pesce e Christina Figueroa Pesce.

Un grazie pieno di riconoscenza e di affetto al grande Joseph Tusiani, poeta, scrittore, latinista e traduttore, pugliese e americano, simbolo indiscusso della nostra rivista. Bridge contiene articoli scritti da lui, interviste e articoli a lui dedicati e molte sue poesie. La nostra rubrica dedicata alle poesie è sempre stata in massima evidenza. Selezionare le poesie da pubblicare è stato un lavoro di una piacevolezza infinita. Ho amato profondamenti gli scritti dei poeti che ho scelto e sono grata a tutti per la gioia con cui hanno accettato di essere pubblicati. Grazie a Lino Angiuli, Francesco Aprile, Carlo Alberto Augieri, Toti Bellone, Antonio Belpiede, Barbara Carle, Marcello Comitini, Maria Felicita Cordella, Sergio D’Amaro, Marco F. D’Astice, Tommaso Di Ciaula, Maurizio Evangelista, Luigi Fontanella, Daniele Giancane, Alessio Laterza, Teodora Mastrototaro, Adeodato Piazza Nicolai, Anita Piscazzi, Giovanna Politi, Rita Rucco, Paolo Valesio, Walter Vergallo, Robert Viscusi, grande poeta, scrittore e fondatore dell’Italian American Writer Association, che nel lontano 1996, per la presentazione del primo numero di Bridge (su carta) a New York, scrisse una straordinaria poesia, la prima che abbiamo pubblicato on-line, dedicata alla nostra rivista, al nostro ponte di cultura e sentimenti che unisce le due sponde dell’Atlantico.

E ringrazio gli editori che ci hanno consentito di pubblicare poeti come Vittorio Bodini, Alda Merini, Cristanziano Serricchio, Maurizio Cucchi, Giovanna Nosarti, Ernesto Treccani.

E vorrei ringraziare Antonella Marino, critico d’arte di Repubblica, per aver curato per noi una magnifica rubrica, con monografie dedicate a giovani artisti pugliesi che si stanno facendo onore in Italia e nel mondo, che ci dispiace infinitamente interrompere; Emanuele Arciuli, pianista di fama internazionale notoriamente appassionato di cultura degli Indiani d’America, che ha curato un’altra rubrica molto speciale, quella sugli artisti nativi americani; Sergio D’Amaro e Michele Presutto, per le impeccabili recensioni di libri; e ringraziamo per le splendide immagini dedicate al continente americano i fotografi-artisti Santi Visalli, Madeleine Gehrig, Lauren Berley, Anita Sanseverino; e per le preziose collaborazioni americane Tiziano Thomas Dossena e Maria Lisella. Grazie a Emilio Nicolì per le bellissime foto sul Salento; per i tanti interessanti articoli e per le immagini su natura e paesaggio grazie a Ferdinando Boero, Antonio Sigismondi, Fabio Ippolito, Silvano Marchiori, Piero Medagli, Giuseppe La Gioia, Francesco Minonne.

Grazie a Dario Nicoli, giornalista professionista che ha collaborato dal Nord Italia con grande entusiasmo e grande competenza; grazie a Enrica Simonetti, a Maria Grazia Rongo, a Giovanni De Benedictis, che ha anche curato brillantemente le nostre pagine sui social. Grazie a Roberto Pazzi, a Bianca Tragni, a Raffaella Cassano, a Franco Ungaro, a Ettore Bambi, a Dino Levante, a Peppino Ciraci, a Franco Faggiani, a Vito Spada, a Giuseppe Piccioli, ad Angelo Pellegrino, a Domenico Tangaro, a Nicolò Carnimeo, a Vincenzo Zagà, a Paolo Mele, a Francesca Pastore, a Emanuela Rossi e Salvatore Inguscio. E grazie a: Giacomo Annibaldis, a Mario T. Barbero, a Nancy Clare Caponi, a Lorena Carbonara, a Gianfranco Ciola, ad Anna Maria Conserva, a Livio Costarella, a Enzo Cripezzi, a Michele Cristallo, a Marco Dadamo, a Francesca De Filippi, a Vittorio De Vitis, a Stefania Dodge, a Giuseppe Orlando D’Urso, a Giuseppe Mauro Ferro, a Luigi Formisano, a Giovanni Invitto, ad Annie Lanzillotto, a Giuseppe Lupo, a Paola Marino, a Vittorio Marzi, a Giuseppe Massari, a Giuseppe Mazzarino, a Martino Miali, a Domenico Roscino, a Isabella Rossiello, a Ugo Sbisà, ad Aldo Siciliano, a Paolo Spedicato, a Sarah Stanbury, a Laura Tundo Ferente, a Nino Vinella. Grazie a Margot Balboni, a Pierluigi Bolognini, a Marco Caselli Nirmal, a Lucilla Cuman, ad Angelo De Pascali, a Giovanni Mario Ferente, a Roberto Gennaio, a Caterina Gerardi, a Giuseppe Guida, ad Andrea Laudisa, a Pino Vinella.

Un grazie speciale a Nichi Vendola, per il suo breve ma intenso ritratto di Don Tonino Bello, scritto appositamente per Bridge durante la sua presidenza della Regione Puglia, un articolo più che mai attuale oggi, alla vigilia della vista di Papa Francesco a Molfetta e Alessano, i luoghi dell’indimenticabile vescovo di Molfetta. Grazie alle nostre magnifiche traduttrici: Susan Perry e Joan McMullin e ha chi ha contribuito a tradurre i primi numeri on-line: Awdie Copola, Silvia Perrone, Brenda Epifani. Grazie alla grande professionalità ed efficienza di Scirocco Multimedia, in particolare grazie a Cinzia Mappa, a Irene Moscatello, a Vitali Motchalov, a Marta Valiani. Grazie alla copywriter Valeria Ippolito. Grazie al webmaster Giuseppe Bagordo.

E come non ricordare Carlo Conversano, scomparso meno di un anno fa, ideatore dell’immagine di Bridge nel 1996 e della versione on-line nel 2011, grafico geniale, professionista eccezionale e persona di immensa generosità.

Un grazie speciale a Spot Mail e a Michele Giordano e a tutti gli inserzionisti, che ci hanno consentito di essere on-line per sette anni, e in particolare grazie a Cantine Due Palme, presente ininterrottamente sulla nostra rivista dal primo numero on-line ad oggi, e grazie al suo presidente, Angelo Maci, che ha creduto profondamente nella nostra iniziativa.

 

3 febbraio 2018

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