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- OTTOBRE 2017 -
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L'EDITORIALE

Tra l’America e la Puglia
inquietudini, bilanci e propositi di fine anno
di Flavia Pankiewicz
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I

l 2016 si avvia a conclusione. Il fatto più eclatante di quest’ultima parte dell’anno è l’elezione di Donald Trump a 45° presidente degli Stati Uniti, che ha smentito ogni sondaggio. Il dato inquietante di questa scelta del popolo americano – per la precisione di una parte del popolo americano – al di là di ogni altra considerazione, è il messaggio che è passato, cioè che si può fare una campagna elettorale esprimendosi da razzisti, arroganti, misogini, e con frasi e forse fatti che non lasciano dubbi sullo scarso rispetto (ed è un eufemismo) per le donne ed essere scelti ugualmente, persino dalle stesse donne.

L’altro dato su cui riflettere, sottolineato anche dal giornalista e americanista Antonio Monda in un suo intervento per RAI News 24, è che l’elezione di Trump, nonostante i media di maggiore prestigio e il mondo di Hollywood non avessero fatto mancare il loro endorsement alla candidata democratica, ha evidenziato come sia ormai completamente ininfluente l’opinione dell’intellighenzia, degli organi di comunicazione e della cultura in generale.

Il sociologo Guerino Bovalino, in un’intervista rilasciata al blog Barbadillo ha dichiarato: “Ho l’impressione che molti decidano di votare un leader ‘osceno’, ‘perturbante’, come Trump, più per la volontà di mettere in discussione tutto che nella convinzione di mutare con certezza lo stato delle cose. La totale sfiducia per la politica porta a preferire la tabula rasa a un eterno ritorno all’eguale”.

Rischiosi populismi serpeggiano anche in Europa e in altre aree del mondo. In Italia, come e forse più che altrove, ideali e visioni del mondo che una volta erano le fondamenta e la carta di identità di ogni singolo partito ora sembrano scomparsi. La frammentazione e il continuo ridefinirsi delle aggregazioni politiche, la lotta devastante di tutti contro tutti rendono sempre più scarsa la fiducia in una classe politica che sembra tesa solo a conquistare o conservare il potere, preoccupata solo del proprio privatissimo orticello, piuttosto che operare per il bene comune.

E ancora dall’America è arrivata un’altra delusione. Abbiamo amato Bob Dylan smisuratamente e pur prestando attenzione alle critiche sollevate da alcuni grandi intellettuali perplessi per l’assegnazione del Premio Nobel, abbiamo gioito per la scelta dell’Accademia svedese che sdogana e accetta come capolavoro letterario i testi di un cantautore. Anche se, si è detto da più parti, quegli stessi testi non avrebbero la stessa forza senza la musica. Ma siamo sconcertati dalla maleducazione dimostrata dall’artista con l’ingiustificato ritardo nel rispondere e dalla goffa scusa, “ho altri impegni”, con cui ha annunciato che non avrebbe partecipato alla cerimonia di consegna. Un conto è rinunciare a un Premio per motivi ideologici o politici, preferibilmente spiegandone le ragioni, altro è uno snobismo maldestro che scredita anziché accrescere un mito.

Dall’arroganza di Trump alla maleducazione di Dylan, ai toni sguaiati di tanti politici italiani. Viene voglia di lanciare un appello per un 2017 in cui rilanciare ideali e valori in via di estinzione: la gentilezza, il rispetto per gli altri, la lotta per diffondere capillarmente istruzione e cultura su cui la gente possa costruire scelte razionali, la difesa e il rilancio di un sistema di vera democrazia che sembra in crisi dappertutto.

Anche la nostra Puglia si avvia alla fine dell’anno con un carico di problemi irrisolti ma forte almeno nel suo ormai consolidato appeal nei confronti del turismo nazionale e internazionale.

Bridge continuerà a proporre con forza i suoi paesaggi mozzafiato, i suoi tesori culturali, il talento della sua gente. I maestosi ulivi che popolano tutta la Puglia sono da sempre il simbolo della pace. Il faro di Punta Palascìa, a Otranto, è il punto più orientale d’Italia, quello che vedrà sorgere, anche questo 1° gennaio 2017, la prima alba. Potrebbero essere i simboli ideali di un nuovo rinascimento culturale, oltre che di una rinascita personale, che auguriamo di cuore a tutti i nostri lettori. Buon Anno!

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