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- FEBBRAIO 2018 -
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Padre Pio, uomo del perdono Uno scritto del Procuratore generale dei Frati Minori Cappuccini e Delegato per i Gruppi di preghiera di Padre Pio extra Europa, Antonio Belpiede, fornisce una lettura religiosa e umana della figura del frate di Pietralcina, santificato nel 2002 di Antonio Belpiede
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Padre Pio da Pietralcina

L’8 dicembre prossimo inizia il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. In febbraio, quando inizia la Quaresima, le spoglie di Padre Pio e Padre Leopoldo, altro santo francescano-cappuccino verranno portate in Roma, in San Pietro, per essere di modello ed esempio ai nuovi “missionari della misericordia”, i tanti sacerdoti che il successore di Pietro invia per il mondo a donare il perdono che viene dal sangue di Gesù versato per tutti.

Secondo Sant’Agostino misericordia vuol dire miseris cor dare – dare il cuore ai miseri. Padre Pio è stato un uomo di Dio che ha riversato su folle di persone bisognose di perdono e riconciliazione la misericordia che Dio aveva riversato su di lui. Solo l’uomo perdonato nel profondo sa perdonare. Nelle sofferenze della sua vita, nella malattia giovanile e nel dono doloroso delle stimmate, il frate di Pietrelcina è stato purificato con un bagno prolungato nel sangue di Gesù. Alcune culture fanno fatica anche solo a parlare di sangue, come gli stessi giudei quando ascoltarono Gesù parlare del suo corpo offerto come cibo e andarono via indignati. Eppure sangue e acqua sgorgano dal corpo d’una madre quando genera il suo bambino, come fluirono dal fianco aperto del Cristo sulla croce. Nell’esperienza della Chiesa quell’acqua si è diffusa nel sacramento del Battesimo, il sangue nel nutrimento offerto nell’Eucaristia. Il sacramento della riconciliazione, detto “Confessione”, è un prolungamento del Battesimo nel tempo della vita, come se le acque che ci hanno fatti cristiani vengano ancora riversate su di noi, sul nostro capo chino sotto il peso di colpe e delle sofferenze che la vita può infliggerci. Il sacerdote che è chiamato a stendere le mani su questa testa e dire le parole “Io ti assolvo dai tuoi peccati” è un povero peccatore che è stato già perdonato da Dio, che si nutre del perdono di Dio. A frate Leone che gli chiedeva perché tutti lo seguissero come un santo, Francesco d’Assisi disse umilmente: “Perché Dio non ha trovato nessuno più peccatore di me () perché si comprenda che ogni bene viene da lui, non da me”. Padre Pio aveva gli stessi sentimenti del santo che, giovanetto, aveva seguito. Consapevole di essere colmato di misericordia da Dio la riversava sull’altare e nel sacramento del perdono. Il suo atteggiamento a volte severo, duro, era solo frutto della sua pedagogia illuminata dallo Spirito Santo. Sapeva quando usare la dolcezza e quando la frusta: riusciva a vedere il cuore di ognuno come il chirurgo vede il petto aperto del paziente e taglia, asporta, pulisce, cuce, guarisce.

Dal cuore perdonato viene il perdono. Ogni guerra, ogni violenza, ogni ingiustizia verrebbe meno se gli uomini e le donne si nutrissero di perdono. Il primo passo è anzitutto lasciarsi perdonare e farsi nutrire con un cibo nuovo. In questo Padre Pio, uomo del perdono e della Messa, è stato un vero modello. Disse di lui il grande Paolo VI: “Guardate che fama ha avuto Padre Pio! () Ma perché? () Perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era rappresentante stampato delle stimmate di Nostro Signore. Era un uomo di preghiera e di sofferenza” (20 febbraio 1971).

Papa Francesco vuole offrire a ogni abitante del pianeta il perdono che sgorga dal costato aperto di Cristo, il Signore Risorto che vive nei secoli e regna dall’alto della croce, come dal trono dell’unico Re, vuole invitare ogni persona perdonata a sfamarsi col corpo di Gesù: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo. Prendete e bevete. Questo è il mio sangue, versato per voi”. Padre Pio e Padre Leopoldo vengono a Roma per essere modello a tutti i sacerdoti che in quest’anno di misericordia offriranno a tutti lo stesso prezioso dono.

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