RIVISTA ON-LINE DI CULTURA E TURISMO

- APRILE 2017 -
HOME - Bridge Italia - Eccellenze Italiane - Piccolo viaggio nel dialetto salentino… Mai pe iabbu
Eccellenze Italiane
Piccolo viaggio nel dialetto salentino… Mai pe iabbu L’analisi di alcune espressioni dialettali del Salento, che ne rivelano stereotipi, credenze e pregiudizi e ‘commenti d’autore’ nell’agile raccolta a cura di Piero Manni, Mai pe iabbu. I vocaboli e le espressioni intraducibili del Salento di Alberto Sobrero
CONDIVIDI Facebook Twitter

Piero Manni dismette per una volta gli abiti dell’editore e ci offre una raccolta curiosa e intrigante di “vocaboli ed espressioni intraducibili del Salento”. La solita raccolta nostalgica di parole dialettali ormai desuete, dirà qualcuno. No: l’operazione è squisitamente culturale, più linguistica e antropologica che banalmente nostalgica.

Le 41 schede sono sufficienti a farci ricostruire, almeno in parte, “la ricchezza, la opulenza di una lingua formatasi, cresciuta ed adeguata a un territorio e alla cultura materiale legata ad esso, provvista delle informazioni e conoscenze congrue ed acconce a relazionarci col territorio e con la comunità” (così in premessa).

Si tratta, dunque, di parole e concetti ‘intraducibili’. Perché? Perché, appunto, sono specifici di un territorio, di una cultura che ha dato un nome non solo ad ogni oggetto di cui via via entrava in possesso – su queste parole e sulla loro storia siamo ben documentati – ma anche a sentimenti, atteggiamenti, sensazioni particolari, a prospettive di analisi della realtà, usanze specifiche, stereotipi, credenze e pregiudizi. Su questi siamo poco e male informati (è più facile studiare le denominazioni di un oggetto che i nomi che si danno a uno stato d’animo), anche per un motivo strettamente linguistico-antropologico. Tradurre vuol dire trasferire da un sistema linguistico a un altro, ma nella traduzione è molto quello che inevitabilmente si perde, soprattutto quando i due sistemi linguistici hanno alle spalle storie e culture molto diverse. È il caso del salentino, storicamente e antropologicamente ben lontano dal toscano-italiano. Accade così che per molte parole ed espressioni dialettali non ci possa essere una traduzione parola-a-parola: per dare il significato di una parola bisogna usare perifrasi, circonlocuzioni, ma anche esempi di usi diversi in contesti diversi, e illustrare gli scostamenti dal significato-base. Altrimenti si perde buona parte – spesso la più caratterizzante – del significato.

Piero Manni fa proprio questa operazione, rendendoci per ogni voce una definizione ricca e articolata, spesso con prudenti etimologie, accompagnata da più esempi in contesti d’uso diversi (in una sorta di piccola rubrica intitolata ‘come usarlo’) e, per 13 voci, da rapidi ‘commenti d’autore’.

In questo piccolo ma gradevolissimo libro c’è un elenco alfabetico di:

- verbi che hanno ampliato il loro significato, partendo da azioni e situazioni della cultura materiale salentina per estendersi a stati d’animo: ad esempio ncutugnare, da ‘percuotere ripetutamente’ – con richiamo etimologico alla mela cotogna – a ‘provare rabbia senza potersi sfogare’ e ‘rattristarsi’; bbampare: da ‘bruciacchiare’ ad ‘arrossire’;

- sostantivi che si riferiscono a usanze ben radicate nel territorio: crianza ‘l’ultima porzione in un piatto comune, che nessuno prende per una forma di cortesia’, sobbrataula ‘l’ultima portata del convivio: verdure crude, lupini, mandorle, semi di zucca’, in realtà pretesto per indugi in “una conversazione che, modulandosi di intensità e di toni, si fa racconto, rievocazione di figure note e lontane, ricomposizione di memorie familiari” (come nota Antonio Prete), squariare, che vale ‘cazzeggiare’ ma non solo: è “farsi passare il tempo addosso, concedersi all’affabulazione, alla digressione, allo sconfinamento, al divagare, all’incantesimo dell’ozio” (Antonio Errico);

- circonlocuzioni che esprimono atteggiamenti tipici, preziosi frammenti di una filosofia di vita: fazza Ddiu (fatalismo), menamé (esortazione), mai pe iabbu (scongiuro e riserva), nu tte sia pe cumandu (diplomatica attenuazione), pe facce llavata (apparenza e ipocrisia).

Su questa strada si potrebbe arrivare a ricostruire il ‘comune sentire’ della civiltà salentina, o quanto meno di quella che è stata la civiltà salentina. Una bella prospettiva.

Il ricercatore pignolo lamenterà assenze e troverà motivi di insoddisfazione (le fonti e la localizzazione delle espressioni non sono mai dichiarate; i commenti ‘d’autore’ a volte sono centratissimi e accattivanti, a volte no: ad esempio è un peccato che proprio per l’espressione che dà il titolo al libro il commento finale sia il più cursorio); ma qui preferisco rilevare la gradevolezza del libro e i molti spunti che offre.

Perché non è solo il parlante salentino a trovare motivi di coinvolgimento, di interesse e di non banale riflessione. Anche il linguista. E l’antropologo.

 

Mai pe iabbu. I vocaboli e le espressioni intraducibili del Salento (a cura di Piero Manni), Manni, 2015, 96 pp., 12 euro.

Altri articoli
Viaggi   “Le mille e una Puglia” Libri   Quella valle del Gargano così ricca di un passato da non dimenticare Libri   Grottaglie e le sue ceramiche attraverso la vita del benefattore Vincenzo Calò Libri   Ottant’anni di cultura gioiosa Libri   Quell’assedio del Sergente Romano come in un film Libri   Magnifici ottanta Libri   San Marco in Lamis vista dal suo campanile Libri   Il grande amore per la splendida Castro Libri   Meglio non tornare… Le lettere tra Italia e America durante la Prima Guerra Mondiale Libri   Storia di un poeta tra Puglia e America Libri   Morire di lavoro sotto il sole di Puglia Libri   Quando gli oggetti dimenticati raccontano la vita Libri   Masserie di Puglia Viaggio nella Bellezza Libri   La riscossa del Sud può iniziare dal suo “meglio” Libri   La vita, comunque! Libri   Arcobaleno di donne Libri   Tra i monti della Val d’Aosta …alla ricerca del colpevole Libri   …C’era una volta il passato Scriverne è un modo di preservarne la memoria Libri   Disordinazione e sperimentazione nelle case-museo di Ignazio Apolloni Libri   Storie salentine …alla ricerca del tempo perduto Libri   Pietro Marti, il grande alfiere della cultura del Salento Libri   Anche i tycoon piangono Libri   Se un’isola “balena” nasce una notte dal nulla… Libri   Dalla Calabria ancestrale a Roma I ricordi preziosi di tutta una vita Libri   L’importanza di riscoprire la “fraternità” Libri   Nel museo delle cere cercando il sogno di un mondo migliore Libri   Napoli “Baciata da Dio e stuprata dagli uomini” Libri   C’era una volta il padre-padrone Libri   Seconda guerra mondiale Il dramma dei caduti Libri   Tra le lagune di Savannah …per guarire Libri   Il senso del Novecento nella saga della famiglia Stille Libri   Ne La dolce vita di Fellini i germi dell’Italia di oggi Eccellenze Italiane   Andria L’orto di Pietro Zito È qui che nascono i suoi piatti pluripremiati Eccellenze Italiane   Il miglior panettone milanese è… salentino Delta del Po   Parco del Delta del Po Tra bellezze naturali e storia Bari   “Cieli americani” a Bari Verona   Verona Shakespeare la celebrò per la sua bellezza senza averla mai vista Courmayeur   Courmayeur Tutto il fascino della bassa stagione Ferrara   A Ferrara… si può ancora sognare Ferrara   “Ciak, si gira” Tra i mille set di Ferrara Musica   Porretta Soul Festival La Woodstock italiana della musica nera americana Matera   Pasolini-Matera Cinquant’anni fa il primo Vangelo nei Sassi Napoli   “Wood Stone and Friends” Al MADRE il vitalismo magico di Jimmie Durham Napoli   Miracoli d’arte a Vigna San Martino Napoli   Museo Hermann Nitsch Dall’orrore alla coscienza In viaggio   Sapore d’Italia tra Puglia e Basilicata In viaggio   “Le mille e una Puglia” Milano   EXPO 2015 Non solo cibo Milano   Le suggestioni oniriche di Joan Jonas Milano   “Autunno americano” Milano celebra gli States Milano   MILANO La metropoli è ancora “da bere” (…e “da mangiare”) Polignano   Da Brooklyn a Polignano Dodici artisti alla conquista dell’Europa Cinema   Con The Revenant DiCaprio risorge e punta all’Oscar Cinema   Quo Vado? Quando il terrone diventa politically correct Cinema   Quando il cinema ritorna al futuro Rovigo   Storia e arte nella capitale del Polesine Rovigo   “Il Divisionismo, la luce del moderno” A Rovigo 200 opere in mostra San Marino   “Da Hopper a Warhol” tra le dolci colline di San Marino San Marino   San Marino Il fascino della storia tra panorami mozzafiato Torino   Reggia di Venaria Reale Il tesoro ritrovato Torino   Museo Egizio di Torino Il fascino immortale dei Faraoni Torino   “For President” La fotogenia vincerà le elezioni Padova   Così tanto… nella città dei tre “senza” Bologna   Bologna “La dotta”, “La grassa”, “La rossa” Bologna   Al MAMbo in vetrina l’Arte Povera Firenze   “American Dreamers” Il nuovo sogno di undici artisti americani in mostra a Firenze Roma   Quaranta giovani italiani con ONE per la lotta alla fame nel mondo Roma   “Empire State” L’epicentro dell’arte è ancora New York Cultura   “La povertà è sessista” I giovani ambasciatori di ONE a Parigi contro la povertà estrema Cultura   L’origine mediorientale del vetro soffiato, vanto di Venezia Cultura   “Tu non conosci il Sud” La cultura del Sud riparte da Otranto Cultura   Quelle donne del Sud che raccontano il mondo Cultura   Il purgatorio di Dante nell’incanto di Matera Cultura   Andy Warhol L’intramontabile guru della Pop Art Cultura   “Angeli e santi tra Chicago e Baltimora” Scambi culturali tra l’Università di Bari e gli USA Cultura   Quelle contadine commosse la prima volta che videro il mare… Cultura   La mia Puglia vista dall’ONU Cultura   Il progetto Fulbright? Una straordinaria opportunità di scambi culturali
Venezia   Il fascino immortale della “Regina del mare” Venezia   Tante “Illumi/nazioni” con la Biennale d’Arte