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- FEBBRAIO 2018 -
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Dal Massachusetts all’Italia… cercando l’anima del presepe Tre anni in Italia – con tappe a Roma, Napoli, Lecce e Matera – a fotografare e studiare presepi.
La studiosa Stanbury e l’artista Balboni raccontano per Bridge Puglia USA la loro esperienza, che è culminata in una mostra presso il College of the Holy Cross di Worcester
di Sarah Stanbury e Margot Balboni
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Lecce. il presepe allestito all'interno dell'anfiteatro romano nel 2013. Foto di Margot Balboni

A tarda ora di una fresca serata di dicembre ci appoggiamo sulla recinzione dell’antico anfiteatro romano di Lecce e guardiamo in giù, oltre i posti a sedere delle gradinate in pietra, verso la “masseria”. Laggiù, su quella che una volta era un’arena per spettacoli di caccia, le lastre di pietra adesso conducono da una masseria in pietra con tetto piano ad un vigneto ordinato e a un orto che ospita una robusta coltivazione di finocchio. Al tavolo davanti alla porta d’ingresso una donna taglia le orecchiette, mentre il marito spazza il pavimento del terrazzo. Ulivi nodosi abbelliscono la masseria, uno ha una scala appoggiata che permette di raggiungere i suoi rami, mentre un ragazzino veglia su un agnellino che dorme.

Nessuno, e niente, si muove. Quello che guardiamo non è una vera masseria ma il presepe di Lecce, l’annuale istallazione natalizia della città. La scena, illuminata da luci soffuse, ha un aspetto stranamente realistico. I fichi d’india assomigliano davvero alle piante grasse che crescono nei tanti oliveti di Puglia. E quelli sono davvero massi di tufo, come quelli che si trovano in tutta la Puglia, o solo gemelli di polimero? Ulivi viventi, trasportati qui e piantati per il mese in cui il presepe rimarrà qui?

Insieme con la fotografa Margot Balboni sono arrivata a Lecce, un gioiello di città, nel tallone pugliese dello stivale d’Italia, alla ricerca di presepi. Era il 2005 quando Margot Balboni, artista ospite dell’American Academy a Roma, si è trovata in una sala della Basilica dei Santi Cosma e Damiano. Lì, illuminato nel buio, c’era un drammatico presepe napoletano del Settecento, affollato di figurine gesticolanti e vestite in modo elaborato. Nel 2011, quando le dissi che avevo preso un congedo dall’Università, Balboni mi propose una visita a Roma per vedere presepi. Era l’inizio di un viaggio di tre anni che è stato in gran parte ispirato dagli artisti, collezionisti, storici e curatori che abbiamo conosciuto lungo il percorso.

Secondo gli italiani, la ricca storia del presepe ha origine nel 1223, quando San Francesco rappresentò la natività a Greccio. Lungo i secoli, il presepe ha sviluppato una storia che è profondamente intrecciata con l’arte e la cultura italiana. Il presepe italiano è una forma vibrante di arte dell’istallazione praticata in tutta l’Italia e da tutti; dagli alunni di scuola agli artisti più preparati. La storia è sempre una ma l’atto personale di creare un presepe la rivivifica continuamente.

A Roma abbiamo fatto visita al laboratorio degli “Amici del Presepio”, nella chiesa di Santa Maria in Via, dove i volontari s’incontrano settimanalmente, tutto l’anno, per costruire l’istallazione annuale. A Roma, un avvocato in pensione, che ci ha invitato a guardarlo costruire il suo presepe nel salotto di casa sua, ci ha poi consigliato di scendere a Lecce, il suo paese d’origine, e la fonte delle sue figurine di cartapesta. Dopo aver visto il presepe del 2012 a Piazza San Pietro, che riproduceva i Sassi di Matera, abbiamo raggiunto Grassano, un paese sulle colline della Basilicata, per conoscere Francesco Artese, l’artista a cui era stato commissionato di progettarlo e costruirlo. Tutti quelli che abbiamo incontrato ci hanno suggerito di andare a Napoli, il centro barocco dell’arte del presepe, dove abbiamo girato i negozi di San Gregorio Armeno, abbiamo incontrato collezionisti e restauratori e abbiamo visitato i presepi del Settecento al Museo di San Martino al Palazzo Reale.

The Italian Presepe: Cultural Landscapes of the Soul” è il culmine del viaggio. Una nuova mostra allestita presso il College of the Holy Cross di Worcester, in Massachusetts, “The Italian Presepe” contiene circa cinquanta delle foto di Margot Balboni dei presepi dal Duecento ad oggi, insieme con foto di artisti di oggi al lavoro nei laboratori di Roma, Napoli e in Puglia; tre luoghi dove il presepe ha sviluppato diversi stili locali e distinti fra loro. Ciascun presepe, una vetrina di ricordi in miniatura, è un palinsesto di arte e cultura italiana. Balboni usa delle cornici antiche per portare le immagini al di là della documentazione, nel ricordo, e le ha affiancate a mappe storiche e schizzi che illustrano le tematiche interne. Nella mostra c’è anche una deliziosa scena di genere del Settecento, Il Venditore di Formaggi, e due musicisti con un grande arcangelo, un prestito del Carnegie Museum of Art. Alfred Walker, collezionista d’arte, ha dato in prestito per la mostra il suo meraviglioso “scarabattolo,” uno stipetto tradizionale di vetro contenente un presepe originale dell’Ottocento. Il museo The Knights of Columbus di New Haven ha fornito due presepi contemporanei di artisti italiani viventi.  

 

* La mostra “The Italian Presepe: Cultural Landscapes of the Soul” è aperta al pubblico da settembre fino a dicembre 2014 presso l’Iris and B. Gerald Cantor Gallery del College of the Holy Cross di Worcester. L’ingresso è gratuito. Un catalogo di 80 pagine a colori, con foto di Balboni e un saggio di Stanbury, è in vendita nella galleria e sul suo sito web.

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