RIVISTA ON-LINE DI CULTURA E TURISMO

- OTTOBRE 2017 -
HOME - Usa - Splendido Ovest - Viaggio a Ovest, dove finisce la terra San Francisco
Splendido Ovest
Viaggio a Ovest, dove finisce la terra
San Francisco
Le Lands ends del mondo, finibus terrae per gli antichi, sono le terre degli orizzonti sconosciuti, le terre estreme. Una delle più celebri e affascinanti, inizio e fine del continente americano, è quella di San Francisco di Paolo Mele
CONDIVIDI Facebook Twitter

San Francisco. L'Oceano Pacifico visto dal Lands End. Foto di Paolo Mele

C’è qualcosa di magico nelle estremità della terra. Una magia proporzionale agli sforzi, alla volontà e alla pazienza che occorre mettere in campo per poterle raggiungere. Da nord a sud, da est a ovest le terre estreme ci aiutano a osservare il pianeta in cui viviamo da una prospettiva diversa, come sostiene anche il filmaker e artista visivo Carlos Casas, che alle terre estreme del mondo, dalla Siberia alla Patagonia, ha dedicato una importante parte della sua produzione filmica.

Ma cos’è esattamente una terra estrema? 
In età contemporanea il pensiero va subito a luoghi in cui le condizioni climatiche e ambientali sono impervie e mettono continuamente alla prova le abilità dell’uomo, che, per istinto di sopravvivenza, a esse si adatta e si modella. Tuttavia, nel passato non era solo così. Per gli antichi le terre estreme erano quelle che segnavano la fine dell’impero o delle terre conosciute, come nel caso dei finis terrae o finibus terrae dell’Impero romano: dal Capo di Leuca, alla Bretagna, alla Galizia. Oltre, l’ignoto, l’orizzonte sconosciuto, il mare senza fine. 
Eppure il termine “estremo” (dal latino extremus, superlativo di exter o extĕrus, “che sta fuori”), nella sua accezione primaria, non fa riferimento alle condizioni avverse, bensì a ciò “che è o rappresenta il termine ultimo, in senso locale o temporale, di qualche cosa”. Nelle lingue anglosassoni, invece, si è soliti parlare di Land’s end. Se ne contano quasi due decine in tutto il mondo, alcuni più noti altri meno.
Uno dei più affascinanti si trova alle porte del continente americano. Eppure è stato sino a poco tempo fa uno dei meno rinomati, offuscato dalla fama della città che lo ospita. Arrivando a San Francisco, infatti, una delle città più celebri della west coast, distratti da attrazioni ben più celebri come, per citarne solo alcuni, Alcatraz, il Pier39 e la Fisherman’s wharf, la Coit Tower, il MOMASF, Lombard Street, non si realizza di essere in uno dei punti più estremi degli Stati Uniti. Eppure è proprio lì, alla bocca del Golden Gate Bridge, uno dei ponti più celebri al mondo, che ha inizio e fine il nuovo continente. 
Sino al 1776, anno in cui la terra è stata colonizzata dagli spagnoli, ci viveva la tribù degli Yelamu Ohlone. Oggi, battezzato Lands End, è ormai una delle zone più valorizzate di San Francisco, anche per via della sua meravigliosa conformazione paesaggistica, oltre che per la posizione geografica. Le decine di miglia di ampie spiagge affollate da surfisti e famiglie tutto l’anno, nel Lands End, si congiungono a una delle scogliere più affascinanti della costa. La vegetazione prende il sopravvento sulla sabbia, regalando una delle zone verdi più curate dell’area. Da diversi anni è in atto una valorizzazione di questo estremo lembo di terra e il Lands End è stato dichiarato uno dei Parchi Nazionali del Golden Gate. 
Sul punto più alto della scogliera, circa 150 anni fa, si ergeva una splendida casa vittoriana, la Adolph Sutro’s Cliff House and Bath, uno degli edifici più famosi e belli del tempo, poi distrutto dalle fiamme. Oggi, al suo posto, è stato creato il Lands End Look Up, la cabina di regia della promozione turistica del luogo: un mix tra un museo e uno store in cui poter comprare diverso materiale promozionale, da quello storico a quello artistico, e poter accedere alle informazioni storiche e naturalistiche sulla zona.
Ovviamente il posto è talmente tanto evocativo che non poteva fare a meno di attirare le attenzioni di diversi artisti, tra cui il messicano Eduardo Aguilera, che in occasione dell’equinozio di primavera del 2004 ha realizzato Laberinthos, un’opera d’arte pubblica creata con delle rocce sulla Mile Rock Beach, una piccola spiaggia ai piedi della scogliera. L’opera è stata distrutta dai vandali, e altrettante volte riscostruita dall’artista con l’aiuto di alcuni volontari, per ultimo nell’agosto del 2015.
Lands End è l’esempio più lampante di come un estremo lembo di terra possa essere valorizzato sino al punto tale da diventare una delle maggiori attrazioni turistiche di un territorio che già si configura come una delle mete più frequentate da visitatori locali, nazionali e internazionali. Per vincere la sfida con il turismo e proporre modelli sostenibili occorre sapersi reinventare, proprio come la Adolph Sutro’s House, trasformandosi da casa per pochi a punto di contemplazione delle Terre Estreme per tanti. La sfida delle terre estreme parte anche da qui, dalla capacità del territorio e dei suoi abitanti di riuscire a trasmettere la propria magia.