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- FEBBRAIO 2018 -
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Letteratura
Joseph Tusiani
Quando tradurre è un’arte
L’arte della traduzione poetica, una raccolta antologica corredata da due saggi, a cura di Cosma Siani, di recente pubblicazione, scandaglia la bellezza e il piacere di far gustare la letteratura italiana in inglese.
Da Dante a Montale, da Machiavelli ad Alfieri; tanti i “grandi” tradotti dal poeta pugliese americano
di Sergio D’Amaro
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Che il traduttore debba essere poeta egli stesso è facilmente comprensibile. Deve sentire la poesia che vuole tradurre; e la sentirà solo se prova una subitanea accensione per l’inesplicabile bellezza di cui la poesia stessa sembra l’unica possibile esplicazione. Deve, in altre parole, cogliere il pensiero, il sentire, il colore e il ritmo, e cercare di combinarli non allo stesso modo ma nello stesso e con lo stesso fervore”.

Queste parole di Joseph Tusiani, tratte da un suo vecchio e fondamentale saggio intitolato La traduzione poetica, danno subito l’idea di cosa intendesse il Nostro quando si faceva magnetizzare da un’opera e la volesse tradurre tutta o in parte. Una robusta messe di contributi critici ha focalizzato questa abilità particolare di Tusiani nell’immergersi letteralmente nella dimensione linguistica e creativa: le sue traduzioni sono in realtà ri/creazioni dell’originale nella lingua di arrivo attraverso un processo conoscitivo ed estetico che presume il perfetto controllo dell’organismo espressivo. Negli anni giovanili l’autore s’impegnò nella traduzione dall’inglese in italiano, realizzando molteplici pubblicazioni (dai Sonettisti americani, ad un’Antologia della poesia americana per la rivista “La Parola del Popolo”, a saggi comparativi tra autori italiani e anglosassoni) che contribuirono a cementare il possesso della lingua di acquisizione, nel mentre ne affinavano le naturali, sovrabbondanti potenzialità poetiche. Successivamente, Tusiani si diede a tutt’uomo alla traduzione dai classici italiani in inglese, cogliendo risultati tra i suoi più originali e raggiungendo record quantitativamente, oltre che qualitativamente, ineguagliabili.

L’antologia apprestata da Cosma Siani per l’editore romano Cofine, L’arte della traduzione poetica (2014, pp. 152, € 15), certifica in veste facilmente leggibile l’enorme lavoro traduttorio fatto da Tusiani su testi noti e meno noti della letteratura italiana, da Dante a Montale. Non molti sanno che Tusiani ha fatto conoscere al mondo anglosassone anche i versi di Machiavelli o l’America libera di Alfieri, nonché opere ciclopiche come il Morgante di Pulci. Il libro antologizza anche testi di poetesse (Vittoria Colonna, Gaspara Stampa, Vittoria Aganoor, Ada Negri) e di dialettali (Carlo Porta, Giuseppe G. Belli, Salvatore Di Giacomo) e offre in lettura due saggi fondamentali di Tusiani (il già citato La traduzione poetica e Problemi di traduzione petrarchesca), che ne lumeggiano l’officina traduttoria.

Perché tanta passione plurilinguistica? Lo specchio riflettente sta, senza molti forse, nella vicenda dell’autore, trasmigrato dall’Italia in America ma con nel cuore l’unica vera terra della sua vita, che è stata la letteratura. Scoprire la bellezza e il piacere di comunicarla, di farne assaporare in altra lingua l’aroma, la suggestione, l’immaginario; condividere con parlanti stranieri la singolare eredità di una tradizione culturale che assume dall’inizio l’impronta del grande spirito dantesco proiettandosi nella pirotecnica esplosione delle forme e degli stili più diversi; amalgamare la propria lingua con quella acquisita risentendone gli echi in un nuovo ritmo e in una nuova straniante e altrettanto suggestiva musica.

Questo libro antologico, corredato da utili dati biobibliografici, attesta anche questo e offre le giuste coordinate per conoscere l’arte traduttoria che Tusiani s’è forgiato in cinquant’anni di attività di ‘pontiere’ tra una sponda e l’altra dell’oceano.