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- FEBBRAIO 2018 -
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Pugliesi d’America
Leonardo Campanile
Da Mola di Bari a New York per realizzare “un’idea”
Tanti i traguardi raggiunti dal vulcanico direttore della rivista degli Italiani d’America. Aveva lasciato la Puglia a 18 anni. Da “Miss Puglia” alle attività per rilanciare la figura del grande compositore molese, Niccolò van Westerhout, e da poco anche una casa editrice di Flavia Pankiewicz
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Leonardo e Maria Campanile

      Aveva 18 anni quando è arrivato in America. Aveva lasciato Mola di Bari con il diploma dell’Istituto Professionale Luigi Santarella in tasca e una valigia piena di sogni. Era il 1972 e in quegli anni, dalla sua città, si emigrava non per bisogno estremo ma per le maggiori possibilità che offriva l’America, per tentare un salto di qualità, per crescere. Non parlava una parola d’inglese quand’era sbarcato a New York ma, due giorni dopo, aveva già trovato lavoro, in una ditta di macchine utensili. Stabilitosi a Brooklyn, Leonardo ha subito cominciato a ricrearsi un suo mondo frequentando la comunità pugliese e diventandone, ben presto, una figura centrale. È del 1973 l’ingresso nel Circolo Culturale di Mola, una delle associazioni più attive tra quelle dei pugliesi d’America. Ed è all’interno del Circolo che Leonardo incontra la sua futura moglie, Maria Di Giorgio, che sposa nel ’77 e che diventerà l’inseparabile compagna, oltre che di vita, delle innumerevoli attività culturali promosse da suo marito nell’ambito della comunità. Nascono tre figli, Nicholas, Dominic e Michael, che oggi hanno 27, 24 e 16 anni.

      La vita del giovane pugliese s’incanala da subito sul binario di un impegno full time. Da una parte il lavoro come dipendente della Consolidated Edison di New York, per la quale dirige oggi il reparto computerizzato di macchine utensili, dall’altra l’impegno costante all’interno della comunità. Già nel 1976 viene eletto presidente del Circolo Culturale di Mola e assume la carica di Direttore Responsabile dell’Idea, il giornale organo ufficiale del Circolo, che diventerà una sua creatura.

      Pubblicata ininterrottamente da allora ad oggi L’Idea diventa presto il punto di riferimento dell’intera comunità pugliese in America. Attorno alla rivista vengono avviate una serie di iniziative e di attività culturali. Ad affiancare Leonardo ci sono brillanti e volenterosi collaboratori come Tiziano Dossena, Silvana Mangione, Gioacchino Di Giorgio, LindAnn Lo Schiavo, Giancarlo Accettura. E poi Marino Marangelli, Beppe Granieri, Patrizia Di Franco ed Anna Ingravallo dalla Puglia, Isabella Rossiello da Cesena e Antonio Degl’Innocenti da Firenze. Vengono realizzate rappresentazioni teatrali, concerti, mostre fotografiche e d’arte. Nascono iniziative come “Miss Puglia USA”, il “Premio Puglia”, “Miss Idea”, “Miss Idea on line”, il “Premio Giornalistico L’Idea nel Mondo”.

      Essere il leader di una comunità a New York è molto impegnativo ma consente qualche privilegio, per esempio incontrare, negli anni, quasi tutti i più importanti politici italiani sbarcati nella Grande Mela, da D’Alema a Fini, da Dini ai vari Presidenti della Regione Puglia. E poi personaggi dello spettacolo, soprattutto pugliesi, da Gianni Ciardo a Renzo Arbore e campioni dello sport, tra cui il suo idolo di sempre, il calciatore Gianni Rivera.

      Nel 2000, pur conservando le sue radici pugliesi, L’Idea viene trasformata in testata nazionale italiana, rivolta a tutti gli italiani d’America, Leonardo Campanile è l’Editor in Chief. Il nuovo importante traguardo viene riconosciuto dal Console Gerale d’Italia a New York, Giorgio Radicati, con una manifestazione ufficiale in Consolato.

      Come testata nazionale e stampa italoamericana L’Idea viene invitata e accreditata in tutti i più importanti eventi culturali italiani: dalla Biennale di Venezia al Festival di Sanremo, dal Festival del Cinema di Roma a quello di Bari.

      Campanile, intanto, prosegue nel suo impegno per la Comunità: viene eletto rappresentante dei COMITES, i comitati degli italiani all’estero, rappresenta l’UPE, l’unione pugliesi emigrati, presso la Regione Puglia, diviene vicepresidente della United Pugliesi, la federazione a cui aderiscono tutte le associazioni dei Pugliesi d’America, presieduta da John Mustaro, e diventa Editor in Chief della rivista Noi Pugliesi, organo ufficiale dell’associazione.

      Per la sua infaticabile attività e per tutti gli obiettivi raggiunti Leonardo Campanile ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti da Enti americani e italiani.

      Questi ultimi anni sono stati dedicati in particolar modo a Niccolò van Wesrerhout, il compositore ottocentesco nato a Mola di Bari da famiglia d’origini olandesi e morto a Napoli, in povertà, nel 1898, dopo che nella sua città natale, due anni prima, era stata rappresentata con successo la sua opera Dona Flor, commissionatagli proprio dal Comune di Mola. L’ambizioso progetto di Campanile, questa volta, era di cominciare a rendere giustizia alla memoria del compositore e al suo talento ignorato per più di un secolo. Nel 2007 è stato raggiunto il non facile obiettivo della traslazione della salma da Napoli al cimitero di Mola di Bari. E nell’aprile del 2010 viene realizzato un altro grande sogno a lungo covato: portare in scena per la prima volta a New York la Dona Flor. Un successo realizzato con la società Opera Prima Enterprise, fondata con il Maestro Vito Clemente e con Giuseppe Granieri, che si prefigge di divulgare la musica di van Westerhout e di altri compositori pugliesi nel mondo. L’intera operazione è stata portata avanti grazie anche al supporto dei suoi maggiori collaboratori: Tiziani Dossena, che ha curato anche la pubblicazione sull’opera Dona Flor, e Silvana Mangione. Con loro e con il figlio Dominic, affermato grafico ed oggi figura fondamentale nelle attività editoriali del padre, è nata, lo scorso anno, l’ultima “idea”, una casa editrice questa volta, Idea Publications, che si propone di pubblicare, in italiano e in inglese, scrittori e poeti italoamericani. Tre volumi sono già stati pubblicati e si sta lavorando ad altri cinque.

      In procinto di andare in pensione dal lavoro presso la Consolidated Edison Leonardo si trasferirà presto, con Maria, nella sua casa in Florida, dove però non sembra in previsione un pensionamento dalla sua attività nella comunità pugliese, dal momento che a Port St. Lucie si parla più pugliese che americano (è il luogo della Florida dove c’è la maggiore concentrazione di pugliesi americani). Fuori, naturalmente, c’è una piscina, che gli americani non fanno mai mancare, ma in giardino sono stati piantati ulivi, fichi d’India e persino un carrubo: praticamente sembra d’essere in Puglia.

      Doveva essere molto pesante la valigia di sogni che Leonardo Campanile si era portata da Mola a New York, quasi quarant’anni fa, a guardare tutto quello che oggi è diventato realtà.