RIVISTA ON-LINE DI CULTURA E TURISMO
- FEBBRAIO 2018 -
HOME - Usa - Arte - Il Metropolitan Museum di New York riconosce che il “Gran Vaso” proviene da Polignano a Mare
Arte
Il Metropolitan Museum di New York riconosce che il “Gran Vaso” proviene da Polignano a Mare È stata accolta la richiesta di Giuseppe Maiellaro, autore di un libro che accerta la provenienza pugliese del prezioso cratere del 300 a.C.
CONDIVIDI Facebook Twitter

Il “Gran Vaso” proveniente
da Polignano a Mare esposto
nel Metropolitan Museum
di New York

 

Il Metropolitan fa sua “L’Assemblea Divina” di Giuseppe Maiellaro: è di Polignano il Gran Vaso di Capodimonte. Ricordiamo la vicenda storica: nel marzo del 1785, il vescovo Mattia Santoro rinvenne nel suo orto, presumibilmente nei pressi delle antiche mura di Polignano, un enorme sepolcro integro, secondo quanto descritto nel Catalogo Evans del 1815, largo 12 metri e 5 metri sottoterra, affrescato sia allesterno che all'interno, con festoni di fiori e frasche di lauro di vari colori. Sir William Hamilton, allora ambasciatore a Napoli e ricco collezionista, venne appositamente a Polignano a visitare questo sepolcro che definì “Grand Mausolée”.

In esso il vescovo ritrovò oltre allo scheletro del guerriero, l’elmo, i resti di un’armatura, un grande candelabro e più di 64 tra vasi e oggetti antichi. In particolare, quattro vasi bellissimi di oltre un metro d’altezza che il vescovo, resistendo a cospicue offerte, donò a Re Ferdinando IV. Tra questi, il più bello, era un cratere a volute, del tipo a figure rosse, risalente al 310 a.C., sul cui collo è raffigurata Nike alata su carro trainato da quattro splendidi cavalli bianchi preceduti da Hekate, con al di sotto la scena di un’assemblea di divinità a convivio: Minerva, Apollo, Artemide ed Eracle. Conosciuto come Gran Vaso di Capodimonte, dal nome del Real Museo di cui costituiva “il più bell’ornamento”, venne poi trafugato alla fine del ‘700 per approdare a Londra e infine a New York dove, nel 1956, venne acquistato dal Metropolitan Museum.

L’intera vicenda di questo meraviglioso Vaso è stata ricostruita nel libro “L’Assemblea Divina” di Giuseppe Maiellaro (edizioni Grafiche Vito Radio di Putignano), libro presentato lo scorso febbraio a Polignano con la prestigiosa presenza di Martine Denoyelle, Conservateur en chef du Patrimoine, Conseiller scientifique Institut National d'histoire de lart, di Parigi, Claude Pouzadoux, direttrice del Centro Jean Bérard di Napoli, presenti per il Comune di Polignano a Mare, Domenico Matarrese e l’assessore alla Cultura Marilena Abbatepaolo.

Il Gran Vaso non recava più il nome di Polignano come luogo di rinvenimento, anche la data del ritrovamento era errata. Per amore della storia e per l’orgoglio di tale importante appartenenza al territorio l’autore inviava a Joan Mertens, Curator del Dip. Greco-Romano del Metropolitan, il suo libro reiterando la sua richiesta di riattribuzione del nome di Polignano. Il Metropolitan, dopo le opportune verifiche, ha, dunque infine fatto propria la ricerca di Giuseppe Maiellaro inserendola nella bibliografia della scheda del Gran Vaso.

Ho realizzato un sogno: scrivere L’Assemblea Divina, il libro che avrei voluto avere da ragazzo con le immagini inedite, meravigliose dei Grandi Vasi. È la descrizione di un viaggio alla riconquista di un’identità smarrita, tutta da riscoprire. Il riconoscimento del Metropolitan è un nuovo inizio per Polignano, è la prima importante tessera per ricostruire la nostra grandiosa storia risalendo fino alle sue origini. È il volano per nuove importanti iniziative, strategiche per rafforzare l’offerta culturale e turistica di Polignano. È anche un segnale forte al mondo: la bellezza è un valore assoluto, un linguaggio universale in grado di unire gli uomini oltre i confini del tempo e delle culture.”