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- NOVEMBRE 2017 -
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Arte
Una storia newyorkese
Così il Toro “scelse” Wall Street
In una mattina del dicembre 1989 l’artista siciliano Arturo Di Modica lo piazzò furtivamente davanti alla Borsa.
Oggi è una delle attrazioni della città, una vera mascotte per i brokers
di Tiziano Thomas Dossena
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New York. Charging Bull. La statua di bronzo, opera di Arturo Di Modica, si trova a Bowling Green, a due passi da Wall Street

Quando si visita New York City bisogna categoricamente vedere alcuni luoghi e monumenti, punti di riferimento senza i quali si sente di aver perso qualcosa dell’essenza di questa meravigliosa metropoli. Chi non ha mai sentito nominare l’Empire State Building e Times Square? E Wall Street? Il Distretto Finanziario ha affascinato, anno dopo anno, le menti di innumerevoli turisti. E non ci sono dubbi che si tenda a identificare questa celebrata ma anche famigerata area con l’enorme statua del Charging Bull, il “toro all’attacco” che ha adornato la piazza di Bowling Green, che fronteggia, con il suo pavimento di ciottoli, l’ultima parte della Broadway, downtown, sin dal tardo dicembre 1989.

Si presuppone che la statua simbolizzi il trend ascendente del mercato finanziario e che la città di New York l’abbia commissionata come simbolo della forza della nazione. È sorprendente, dunque, scoprire che il collocamento della statua non è stata un’iniziativa pianificata dal Municipio. Dietro la creazione e la collocazione di questo massiccio toro di bronzo c’è un artista italiano: Arturo Di Modica. Un atto, il suo, che può ben essere comparato a quelli della guerrilla art o alla scelta di un palcoscenico alternativo. La statua, incarnando l’approccio sicuro degli Americani verso il futuro della finanza, è indubbiamente piacevole ed è stata ben recepita dai residenti così come dalle flotte di turisti che vengono a vederla quotidianamente, ma il suo significato, dopotutto, è legato al modo in cui è arrivata nella sua location.

La mattina del 16 dicembre 1989, per la sorpresa degli operatori finanziari che arrivavano alla Borsa di New York, una splendida nuova “aggiunta” stava lì per loro, giusto al di là della strada, per essere ammirata: la statua di un toro. Data la dimensione della scultura (circa 4.000 chili di peso, circa 4 metri d’altezza e più di 5 di lunghezza) certo non poteva essere ignorata, così gli amministratori del palazzo tentarono di scoprire come l’installazione fosse stata realizzata senza che loro lo sapessero. Il Municipio negò qualsiasi coinvolgimento nel progetto e prima di mezzogiorno tutti realizzarono che la statua era un classico “pesce d’aprile” fuori stagione.

Mentre la ricerca delle origini dell’opera procedeva, l’artista, con serenità e sfacciataggine, distribuiva libretti sulla sua attività di scultore, ed in particolare sul Charging Bull, proprio accanto alla statua. Quindi, se invece di seguire il sentiero dei documenti mancanti, quei signori fossero andati davanti al palazzo, avrebbero risolto il mistero della statua in un istante. L’opera aveva raggiunto la sua destinazione su un autocarro attrezzato con una piattaforma e negli otto minuti tra un passaggio e l’altro di una pattuglia di polizia la statua era stata rimossa dalla sua cassa di legno e piazzata al suolo.

Comunque, nessuno aveva ordinato la statua, quindi la statua dovette sparire. Alcuni asseriscono che arrivò la Polizia a rimuovere il bronzo, trasportandolo in un’area per beni sequestrati, come se fosse stata un’auto parcheggiata illegalmente, mentre altri sostengono che l’azienda che gestisce la Borsa affittò un autocarro per la rimozione della scultura non richiesta ma non ebbe mai l’opportunità di agire. Ciononostante l’impresa di Di Modica aveva stranamente funzionato perché la gente si era immediatamente innamorata dello scintillante, forte, gigantesco animale. Ci furono immediatamente una serie di azioni pubbliche di protesta e il trambusto convinse il New York City Department of Parks and Recreation a installare temporaneamente la statua nell’area di Bowling Green, poiché dove era stata posizionata originariamente non era ben accetta, oltre ad essere sproporzionata.

Da allora il Charging Bull ha acquisito una notorietà che eguaglia, e forse persino supera, quella delle più vecchie attrazioni della Grande Mela. Migliaia di turisti vengono a toccare il Toro, spesso in regioni inappropriate, per avere “buona fortuna” e si fanno anche fotografare con lui, come se fosse una star del Cinema. Molti film lo hanno incluso nelle loro sequenze su Manhattan ed è diventato un innegabile simbolo di Wall Street.

Riguardo al suo stratagemma, l’artista siciliano ha recentemente dichiarato: “Volevo fare un regalo all’America. Ed ora Wall Street considera il Toro come un amuleto di buona fortuna… è un po’ come se fosse la loro mascotte”.

È stato così che uno scultore italiano ha creato un simbolo della forza e del potere dell’America, lo ha furtivamente piazzato nel cuore di New York, solo per vederlo diventare, sorprendentemente, una delle pulsazioni essenziali della città.