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Bif&st
Arrivederci al 2017
Conclusa con successo l’edizione 2016.
Premi ai film di Garrone e Mainetti e agli attori Marinelli, Golino, Colangeli e Binoche
di Giovanni De Benedictis
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Bari, Teatro Petruzzelli. Bif&st 2016. Masterclass con Enzo Porcelli, Claudia Cardinale, Marco Bellocchio
ed Enrico Magrelli

Anche questa è andata. La settima edizione del Bif&st, il “Bari International Film Festival”, s’è conclusa con successo. I numeri parlano chiaro: duemila presenze in più rispetto all’edizione del 2015, ripartite tra 290 eventi. Ovvero: lezioni di cinema, conversazioni, focus, conferenze stampa, incontri ed esposizioni. Ben 397 gli ospiti, di cui 55 registi e 62 attori. Il tutto con soli 1 milione e 170 mila euro lordi a disposizione. Decisamente meno dei quasi 2 milioni delle ultime edizioni.

Un risultato però raggiunto con una certa fatica, complici i tagli al budget e la sfortuna. A causa dei primi – dovuti alla Legge di Stabilità – la sezione Panorama internazionale era stata rimossa, con la conseguente assenza di film e cineasti stranieri.

Invece, per via della seconda, mai come quest’anno ci sono state così tante defezioni: Nanni Moretti perché era a New York, Juliette Binoche perché era in Nuova Zelanda, Vittorio Taviani e Jacques Perrin per motivi di salute. E – su tutte, ovviamente – quella di Ettore Scola, venuto meno a tre mesi dall’inizio della manifestazione (però restandone formalmente il presidente). Inoltre, spesso gli appuntamenti al teatro Petruzzelli non hanno registrato il numero sperato di presenze, cosa constatata da tanti frequentatori e addetti ai lavori. Il vero pienone si è avuto con Toni Servillo, che ha sorpreso tutti con una “conversazione sul cinema” trasformata in monologo sul teatro.

La maggior parte dello spazio quest’anno è stato dedicato al “Festival Marcello Mastroianni”, il più ampio dei tributi mai organizzato all’interno del Bif&st. Così grande che a detta di Anna Maria Tatò – compagna dell’attore per gli ultimi 22 anni della sua vita – ci si poteva smarrire nel seguirlo. Sul palco del politeama barese tante star hanno avuto l’occasione di poter raccontare le proprie esperienze col grande interprete.

Era molto generoso, amava il prossimo. Era lontano dal divismo” hanno sottolineato all’unisono Francesca Archibugi e Roberto Faenza. È infatti risaputo che Mastroianni ci teneva a ricevere una diaria che gli consentisse di offrire la cena alla troupe ogni giorno. “Era molto gentile, non era tirannico. Si preparava molto, ma faceva sembrare tutto naturale” ha aggiunto Marco Bellocchio, che insieme con Claudia Cardinale ha rievocato i tempi della lavorazione dell’Enrico IV, durante i quali la corteggiò invano (“perché il lavoro è una cosa, la vita è un’altra”). Insomma, Mastroianni era “dolcissimo, bellissimo, divertente e pazientissimo. Anzi, sereno” per dirlo con Ornella Muti.

Ben due i direttori della fotografia saliti sul palco del Petruzzelli: Luciano Tovoli e Luca Bigazzi. Due grandi che hanno sottolineato, rispettivamente, che dire “lo si fa in postproduzione” è una frase da cancellare quando si gira un film; e che “la pellicola è morta per sempre, per fortuna”.

Quanto ai premi, una giuria di critici ha premiato Matteo Garrone e il suo Racconto dei racconti come miglior film italiano dell’anno; migliori attori Luca Marinelli per Non essere cattivo e Valeria Golino in Per amor vostro. La giuria popolare per la sezione ItaliaFilmfest - Opere prime e seconde ha assegnato il primo premio a Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot. Migliori attori Giorgio Colangeli (Un posto sicuro) e Juliette Binoche (Lattesa).

Alla conferenza stampa conclusiva, il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha dichiarato: “Il cinema è una delle forme di espressione più dirompenti e anche più commoventi che fino ad oggi l’umanità abbia inventato. È uno strumento potentissimo in grado di farci riflettere su mille questioni. Persino la scienza non è in grado di riconsegnarci gli eventi così come fa il cinema”. Non a caso l’edizione 2017 – già battezzata “Bif&st 8½” – si poggerà su due temi: il rapporto tra cinema e scienza e l’omaggio al “mattatore” Vittorio Gassman.