Arizona di Puglia Selvaggia e magnifica la Gravina di Laterza fa parte del Parco naturale regionale Terra delle Gravine e ospita flora e fauna di enorme importanza scientifica. I primi insediamenti umani nell’area risalgono al 2000 a. C. e il centro urbano di Laterza, adagiato sulla gravina, sorse intorno all’anno 1000 di Antonio Sigismondi
Laterza (Taranto). Il grande solco della gravina. Foto di Antonio Sigismondi
La più grande gravina di Puglia è anche uno dei luoghi più spettacolari e selvaggi della regione. Una forma perfetta, un grande e unico solco lungo circa 14 chilometri, che taglia l’altopiano della Murgia tarantina partendo da un’altitudine di circa 400 metri sul livello del mare, a 22 chilometri dal mare, e raggiunge la sua fine dopo un percorso sinuoso e serpeggiante nella piana costiera. Un insieme di eccezionali valori geologici, naturalistici, paesaggistici e culturali che insieme all’intero sistema delle gravine hanno dato forma al più grande Parco naturale regionale della Puglia, quello della Terra delle Gravine. La sua dimensione selvaggia la rende uno degli hot spot di biodiversità più importanti della regione. Ben tre tra le specie di rapaci più rare e minacciate d’Italia frequentano l’area: il capovaccaio (Neophron percnopterus), il gufo reale (Bubo bubo) e il lanario (Falco biarmicus feldeggii). Da alcuni anni anche la rarissima cicogna nera (Ciconia nigra), presente con solo dieci coppie in tutta Italia, ha iniziato a riprodursi nella gravina. Molte altre sono le specie di grande importanza scientifica presenti: il nibbio reale e quello bruno, la ghiandaia marina, il passero solitario, l’averla cinerina, ecc. Importante il popolamento di rettili e anfibi; ed è presente anche il lupo, che di recente, dopo l’arrivo dei cinghiali, ha colonizzato l’area.
La gravina ha anche un’enorme variabilità vegetazionale a fronte di un’estensione abbastanza limitata, ciò è dovuto alla grande diversità ed eterogeneità ambientale determinata, a sua volta, da un’elevata variabilità delle condizioni microgeomorfologiche e microclimatiche che si alternano nel breve spazio della singola gravina e nell’insieme di tutto il sistema delle gravine. A testimonianza di questa variabilità è possibile osservare all’interno della Gravina di Laterza una disposizione della vegetazione e delle singole specie molto varia in funzione dell’altitudine, dell’esposizione, della distanza dal fondo, della verticalità delle pareti, del substrato e della distanza dal mare.
Stranamente la più grande gravina di Puglia è anche una delle più povere in insediamenti rupestri. Sono infatti pochissime queste strutture lungo i suoi circa quattordici chilometri di lunghezza. La spiegazione è forse nella sua struttura geologica: per gran parte la gravina è incisa nell’antico calcare di Altamura, difficilissimo da scavare per la sua durezza. Nel tratto iniziale, dove emergono le più giovani e tenere plio-pleistoceniche calcareniti di Gravina, è presente il grande nucleo degli insediamenti rupestri sulla cui matrice è stata edificata nel tempo l’attuale centro urbano che ingloba molti degli antichi insediamenti.
L’insediamento umano nell’area ha origini antichissime: i ritrovamenti emersi dai lavori di scavo del 1965 in una necropoli risalente al 2000 a.C., in località Candile, testimoniano la presenza di una popolazione vissuta nel territorio nell’era eneolitica. Laterza ha subito l’influenza dei Greci e dei Romani: molti i reperti dell’epoca della Magna Grecia e dell’età romana, oggi custoditi nei musei archeologici di Taranto e Matera. L’attuale centro urbano sorse intorno all'anno 1000. Numerose le chiese rupestri presenti, tra cui ricordiamo quella di San Giorgio e di Cristo Giudice. Del tutto particolare è la cosiddetta Cantina spagnola, caratterizzata da tre vani, chiusi da un’abside, la chiesa rupestre conserva splendide pitture, come la Natività e la Cacciata dei Progenitori, nel primo ambiente, cui segue una sfilata di dame e cavalieri in costume e la parodia di una parata di sacerdoti in abito liturgico.
Famosa nel mondo è anche la maiolica di Laterza nota per essere prodotta a uso della nobiltà, al contrario di quella di Grottaglie, dove la produzione era rivolta al popolo. L’importante patrimonio di ceramiche di Laterza, messo insieme dalla collezione di Riccardo Tondolo, ha determinato l’apertura del MUMA, Museo della Maiolica, nel Palazzo Marchesale del paese.