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- FEBBRAIO 2018 -
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Natura e paesaggio
FLORA
Erba di San Giovanni crespa Conosciuta con il nome dialettale di fumulu veniva utilizzata per preparare un graticcio per l’essiccazione dei fichi di Francesco Minonne
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Erba di San Giovanni crespa (Hypericum triquetrifolium). Foto di Francesco Minonne

      Molte sarebbero le piante spontanee da associare al fico e alla sua coltivazione in Puglia. Tra queste, certamente l’alloro o il finocchio selvatico, utilizzati per aromatizzare i frutti secchi, la canna comune e l’asfodelo, utilizzati per la manifattura degli intrecciati (cannizzi) su cui si disponevano i fichi ad essiccare, la carota selvatica, il cui fusto coriaceo veniva utilizzato per infilzare i frutti dei caprifichi che venivano appesi ai rami del fico a permetterne l’impollinazione.

      Segnaliamo, tuttavia, una pianta davvero frugale, il cui fascino sta nella sua delicata resistenza, nella sua comune ma dimenticata presenza. Si tratta dell’erba di San Giovanni crespa (Hypericum triquetrifolium) della famiglia delle Hypericaceae, conosciuta in alcune aree della Puglia con il nome di fumulu e diffusa nei terreni aridi, nei vecchi pascoli, nelle lande assolate e rocciose dove il vento la stacca dal terreno e la fa rotolare e svolazzare come nuvolette di fumo (da qui il nome dialettale).

      Prima ancora dell’utilizzo dei culmi intrecciati di canna, l’essicazione dei fichi prevedeva un metodo più arcaico, come quello dell’utilizzo di spianate in pietra a secco (spase e littere nel Basso Salento); su questi giacigli veniva preparato un graticcio secco della nostra pianta di fumulu.

      Questa, raccolta e sistemata sulle pietre, consentiva una perfetta aereazione dei fichi, esposti al sole prima della loro cottura nei forni di pietra a secco disseminati nelle campagne pugliesi.

      Questo piccolo iperico, dai numerosi e delicati fiorellini giallo intenso che si schiudono nelle giornate infuocate di tutta l’estate pugliese, era ben conosciuto dai contadini e dai pastori per altri usi, come quello di farne piccole scope per la pulizia dei forni o di piccole superfici di pietra, ed anche per i suoi effetti venefici su alcuni animali da pascolo. Interessante è la nota che riportano i vecchi pastori su questa pianta che provocava affezioni del labbro nelle pecore “gentili” mentre non dava alcun effetto alle pecore di pellame e lana scura; così che nella prima ne veniva evitata la brucatura e allorquando ne avessero avuto il contatto accidentale si diceva che avrebbero “fumulato”, ne avrebbero subito cioè gli effetti urticanti specifici del fumulu.

      L’erba di San Giovanni crespa è una pianta presente nell’area meridionale dell’Europa che si affaccia sul bacino del Mediterraneo; la si ritrova nelle regioni dell’Italia del Sud, della Spagna, della Grecia, sulle isole mediterranee come Cipro e Malta, dove si ritrovano, nella cultura contadina, alcuni degli usi descritti per la Puglia.

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