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- FEBBRAIO 2018 -
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Natura e paesaggio
FAUNA
Il tasso Individuato, in Puglia, in poche località, tra cui il bosco di Rauccio, è difficile da osservare e conoscere perché ha abitudini notturne e comportamento schivo di Giuseppe La Gioia
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Il tasso

      Specie ampiamente distribuita nel mondo, dall’Irlanda fino al Giappone e dalla Finlandia al Medio Oriente e alla Cina, ma assente in Sicilia e Sardegna, il tasso (Meles meles) è una specie poco conosciuta in Puglia per le sue abitudini notturne e il comportamento schivo e diffidente. Tuttavia, fin dalla richiesta di istituzione dell’area protetta del bosco di Rauccio, una ventina di anni fa, è nota una tana di tasso tutt’ora regolarmente frequentata. Scarse sono le conoscenze, invece, della reale distribuzione di questa specie nel resto del Salento, sebbene sia sicuramente presente nelle pinete di maggiori dimensioni come quelle delle Cesine e dei Laghi Alimini.

      Appartiene alla famiglia dei Mustelidi, come le più comuni faina e donnola, ma se ne discosta per le forme tozze e pesanti (60-80 cm di lunghezza, 30 di altezza e fino a 20 kg di peso) e, di conseguenza, per il comportamento: si sposta quasi esclusivamente a livello del terreno dove scava tane formate da lunghi cunicoli intercomunicanti che ricordano quelli delle volpi, ma con dimensioni maggiori e sezione ovale schiacciata in senso verticale. La tana è ubicata normalmente in aree boschive o macchiose, ma di preferenza non lontano da aree agricole a seminativi, dove si sposta in cerca di cibo.

      Caratterizzato da una colorazione nera brizzolata superiormente e più scura nelle parti inferiori, dalla testa lunga ed appiattita, bianca con due barre nere che dal muso arrivano sino al mantello, passando per gli occhi e le piccole orecchie tonde, presenta coda ed arti corti, muniti di possenti artigli. Questi ultimi sono impiegati per scavare la tana, ma anche per la ricerca del cibo: radici, tuberi e lombrichi che individua grazie al fiuto finissimo. Si nutre anche di una grande varietà di altri alimenti vegetali, come frutti, bacche e funghi, e di animali, come molluschi, insetti e piccoli vertebrati.

      Il periodo della riproduzione prende avvio a fine inverno, dopo il letargo, e la sua durata dipende dalle condizioni climatiche e si conclude con lo svezzamento dei possibili 3-5 cuccioli a fine settembre.

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