RIVISTA ON-LINE DI CULTURA E TURISMO

- GENNAIO 2018 -
HOME - Puglia - Natura e paesaggio - Riserva naturale delle Cesine Paradiso di flora e fauna
Natura e paesaggio
Riserva naturale delle Cesine
Paradiso di flora e fauna
Per la grande biodiversità l’area è stata dichiarata “zona umida di valore internazionale” e riserva naturale dello Stato. L’oasi, che si trova nel Comune di Vernole, a pochi chilometri da Lecce, è gestita dal WWF Italia, che organizza visite ed eventi ecosostenibili di Fabio Ippolito
CONDIVIDI Facebook Twitter

Garzette in volo nei cieli delle Cesine. Foto Archivio Fotogramma

      Pochi luoghi come le Cesine (nome probabilmente derivante da “segine”, per metatesi dal latino seges, zona incolta) custodiscono il fascino originario del paesaggio salentino oggi, purtroppo, compromesso dalle tante trasformazioni operate dall’uomo. Dobbiamo immaginare che fino alla fine del XIX secolo tra Brindisi e Otranto si snodava un fitto intreccio di macchie e paludi che rendeva di fatto inaccessibile e inospitale la maggior parte della costa. Unici e isolati presidi, le torri costiere, che, nel caso della torre-masseria Cesine, proprio per la presenza di paludi si spingevano fin nell’entroterra, arroccandosi nei nuclei delle strutture fortificate.

      La grande estensione e l’insalubrità delle paludi, l’influenza dei venti marini che rendevano difficoltosa anche la coltivazione dei terreni situati lungo la costa, sollecitarono da un lato una decisa azione di bonifica, che portò al prosciugamento di una larga parte delle paludi delle Cesine, dall’altro, a partire dal 1950, una impegnativa opera di rimboschimento che ne ha segnato il paesaggio fino ai giorni nostri. Proprio questi interventi antropici hanno contribuito a creare l’attuale mosaico ambientale delle Cesine, caratterizzato da una grande eterogeneità e, di conseguenza, da una grande biodiversità. Per questo motivo la zona umida è stata dapprima riconosciuta “di valore internazionale” ai sensi del trattato di Ramsar e, successivamente, è stata dichiarata riserva naturale dello Stato ed inclusa nella rete europea Natura 2000.

      I canali che delimitano l’area e che la solcano in alcuni punti creano un tutt’uno con il sistema degli stagni retrodunali; ma mentre in essi, come pure nei prati allagati e nelle pozze dell’entroterra, la presenza di acque dolci rende possibile, sia pure in funzione degli apporti idrici stagionali, la vita di una moltitudine di microrganismi che determinano complesse catene alimentari, nei pantani costieri i cicli vitali sono pesantemente influenzati dal complesso equilibrio tra l’azione delle maree – e della conseguente salinità – e l’apporto di acque dolci dell’entroterra, generando ecosistemi in costante e dinamica trasformazione o, come qualcuno li ha definiti, ambienti “in bilico” tra terra e mare.

      La vegetazione non può che adeguarsi a tali differenze. Così, mentre nelle paludi interne dominano la cannuccia di palude, la tifa, il giaggiolo acquatico e, nell’acqua dei canali, le piante flottanti e sommerse come la brasca palustre e la lenticchia d’acqua, negli stagni costieri, a parte la cannuccia di palude, che riesce ad adattarsi anche a questo habitat, prevalgono le specie alofile quali gli scirpi ed i giunchi; sott’acqua l’unica fanerofita che riesce a tollerare l’elevata salinità è la ruppia. Sul margine dei pantani si trovano vere e proprie rarità, quali la campanella e la periploca maggiore. A ovest gli stagni sono orlati dal verde della macchia mediterranea e dalle pinete, in cui sono stati realizzati dei sentieri e dei capanni di osservazione.

      A questa diversità degli habitat corrisponde un’altrettanta varietà di ciò che rappresenta la più importante risorsa naturalistica delle Cesine, ovvero l’avifauna. Partendo dai paesaggi rurali, boschivi e macchiosi dell’entroterra, abitati da decine di specie di passeriformi come upupe, rigogoli, cutrettole, averle, cince, merli, fiorrancini, usignoli, silvidi e fringillidi, si passa ai canneti, che fungono da dormitorio per rondini e storni e da nascondiglio per l’airone rosso, il tarabusino, ma anche per le cannaiole, gli usignoli di fiume e i beccamoschini. Lungo i canali o sulle rive degli stagni ci può sorprendere il volo del martin pescatore, ma è sulle rive o nelle acque aperte dei pantani che si osservano gli spettacoli più sorprendenti: aironi bianchi e cenerini dal volo felpato, volpoche, anatre di tutti i tipi e anche molto rare come il fistione turco, tuffetti e folaghe, fenicotteri, e cormorani. È qui che si possono vedere volare il falco di palude o i cigni reali, mentre mignattai, spatole, cavalieri d’Italia e pittime reali fanno spola tra gli stagni e le acque basse dei prati allagati interni.

      Attualmente l’oasi di protezione è gestita dal WWF Italia, che la rende fruibile nel più rispettoso dei modi, anche organizzando un’ampia serie di eventi che avvicinano sempre più persone alla cultura della conservazione della natura. Partendo dalla Masseria, centro visite della riserva, è possibile visitare le Cesine a piedi o con uno dei mezzi offerti dal programma di mobilità sostenibile, in cui recentemente hanno fatto ingresso anche gli asini.

DOVE: Riserva Naturale

Google maps

Articoli correlati
FLORA   La periploca maggiore FAUNA   La folaga
Altri articoli
Natura e paesaggio   Gravina di Laterza Arizona di Puglia Natura e paesaggio   Parco Nazionale dell’Alta Murgia Il mondo perduto delle architetture in pietra a secco Natura e paesaggio   Giganti maestosi Natura e paesaggio   Fra i titani del Salento Natura e paesaggio   Je suis “Ulivo” Salviamo gli ulivi di Puglia Natura e paesaggio   Saline dei Monaci Un dolce rifugio per l’avifauna lungo la costa jonica FLORA   La salicornia glauca FAUNA   Il fenicottero Natura e paesaggio   I pajari del Salento Quando l’architettura è in armonia con la natura Natura e paesaggio   Tra pipistrelli di grotta e magnifiche querce vallonee FLORA   La quercia vallonea FAUNA   Il ferro di cavallo maggiore Natura e paesaggio   Parco naturale Litorale di Ugento Il paradiso salentino degli uccelli migratori FLORA   Il fiordaliso di Creta FAUNA   Il cigno reale Natura e paesaggio   Saline di Margherita di Savoia Un regno per l’avifauna FAUNA   L’avocetta Natura e paesaggio   Punta della Contessa Regno di piante rare e uccelli di passo FLORA   Bassia hirsuta FAUNA   L’airone bianco maggiore Natura e paesaggio   Parco naturale regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano Un tuffo nella bellezza FLORA   Lo spinaporci FAUNA   Il cuculo dal ciuffo Natura e paesaggio   Bosco delle Pianelle a Martina Franca Tra lecci bellissimi e piante rare FLORA   L’ofride di Ingrassia FAUNA   Il pettirosso Natura e paesaggio   Il fico in Puglia: tra “paesaggi dimenticati” e nuovi ficheti FLORA   Erba di San Giovanni crespa FAUNA   Il passero Natura e paesaggio   Porto Cesareo Acque di cristallo, fondali preziosi e spiagge da sogno FLORA   Piante e fiori delle dune FAUNA   Il fraticello Natura e paesaggio   I favolosi olivi di Puglia Tra storia, natura e agricoltura FLORA   Piante e fiori degli oliveti FAUNA   L’upupa Natura e paesaggio   Parco naturale regionale Bosco e Paludi di Rauccio FLORA   La campanella selvatica FAUNA   Il tasso Natura e paesaggio   Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase FLORA   Il fiordaliso di Leuca FAUNA   Il grillaio Natura e paesaggio   Grotte di Castellana Incantevole mondo sotterraneo FAUNA   Spelaeomysis bottazzii Natura e paesaggio   Parco naturale Terra delle Gravine Tra canyon maestosi FLORA   La campanula pugliese FAUNA   Il capovaccaio Natura e paesaggio   Foresta Umbra Tra piante e animali rari all’ombra della faggeta FLORA   L’agrifoglio FAUNA   Il capriolo del Gargano Natura e paesaggio   Parco nazionale dell’Alta Murgia Tra natura e storia FLORA   Il lino delle fate Natura e paesaggio   Torre Guaceto Natura e cultura tra mare e terra Flora   L’erica pugliese