RIVISTA ON-LINE DI CULTURA E TURISMO

- GENNAIO 2018 -
HOME - Puglia - Natura e paesaggio - Torre Guaceto Natura e cultura tra mare e terra
Natura e paesaggio
Torre Guaceto
Natura e cultura tra mare e terra
La riserva naturale e zona umida di interesse internazionale si sviluppa intorno ad un’antica torre fortificata, a pochi chilometri da Brindisi. Flora e fauna di grande interesse ma anche attività ecosostenibili di Fabio Ippolito
CONDIVIDI Facebook Twitter

Torre Guaceto. Foto Archivio Fotogramma

      “Gawsit” in arabo sta per “luogo di acqua dolce” e il toponimo “Gaucito” viene riportato in una mappa araba del XIII secolo, dal momento che già a partire dagli ultimi secoli prima dell’anno Mille questa piccola rada a nord di Brindisi, caratterizzata da una fascia di terreni impaludati solcati da un piccolo corso naturale di acqua sorgiva, costituiva per i Saraceni una base per le scorrerie per mare e per terra e per i loro commerci di vino ed olio. Fu proprio per questo motivo, per contrastare gli sbarchi dei pirati, che Carlo d’Angiò, attorno al 1300, provvide a costruire in questo sito il primo insediamento fortificato, che sotto gli Aragonesi, due secoli dopo, sarebbe divenuto la più grande fra le torri costiere del Regno in Terra dOtranto. Sulla carta geografica del 1948 dell’Istituto Geografico Militare, una stradina campestre la collega alla Punta Penna Grossa, e un reticolo di solchi acquitrinosi la distanzia e la pone a presidio di un entroterra fatto di masserie, macchie e boschi di olivo.
       Il fascino di questo luogo è ancora oggi irresistibilmente immobile, teatro ideale per ogni tipo di attività a contatto con la natura. La Torre Guaceto, che guarda ancora a sud est sulla sua baia di acque calme e chiare come lo smeraldo, offre ancora acque dolci ed un approdo sicuro e ben protetto dai venti; oggi i migranti sono altri, non più le navi che facevano rotta tra Brindisi e Venezia, ma gli uccelli acquatici che si spostano da nord a sud lungo le coste adriatiche, e le uniche vele che solcano la baia sono quelle degli ospiti di un centro sportivo che vi organizza corsi di base e perfezionamento.
       Torre Guaceto, “zona umida di interesse internazionale” ai sensi del trattato di Ramsar e dal 2000 Riserva Naturale dello Stato, si estende oggi su oltre 1.100 ettari al confine tra il Comune di Carovigno e quello di Brindisi ed è divisa dalla statale 379 in due complessi paesaggistici differenti: verso l’entroterra domina il paesaggio antropico, con i seminativi, gli orti e poi ancora gli oliveti secolari, solcati dai muri a secco e dalle stradine poderali, che frammentano e ordinano gli appezzamenti; questa è l’area di produzione dell’Oro del Parco, l’olio a produzione biologica della Riserva.
       Nell’area posta verso mare, il paesaggio si inselvatichisce e cede il posto alla macchia mediterranea, ai boschetti di leccio e alle paludi. Giganteschi eucalipti testimoniano una storia di bonifiche, iniziate già a partire dalla fine del XIX secolo dal senatore Dentice di Frasso, con la costruzione di un grande canale di bonifica e completata nel periodo della Riforma, con la messa a coltura di macchie e paludi. Oggi l’estensione della zona umida si è notevolmente ridotta, ma la sapiente opera dei gestori della Riserva ne ha saputo ricostruire in alcuni tratti la antica connotazione, favorendo la sosta di un gran numero di uccelli acquatici.
       Un habitat che a Torre Guaceto assume un aspetto spettacolare è quello delle dune sabbiose, che in alcuni tratti raggiungono anche l’altezza di 15 metri e custodiscono una flora estremamente specializzata, dai colossali ginepri, alcuni dei quali assolutamente unici nelle loro dimensioni, alle più piccole specie erbacee come la soldanella di mare.
       Una macchia mediterranea matura ed in lento recupero, fatta di splendidi esemplari di lentisco, fillirea e olivastro, si alterna a piccoli lembi di foresta di leccio, ospitando un’elevata biodiversità vegetale (Torre Guaceto è l’avamposto italiano più settentrionale della rara Erica pugliese) ed animale: ancora oggi, nelle radure è possibile vedere un gran numero di rettili, tra cui il colubro leopardino e la rara testuggine terrestre, oltre a mammiferi, uccelli ed anfibi.
       Ma Torre Guaceto è anche un’importante area marina protetta; le praterie di Posidonia oceanica ed alcuni tratti di pre-coralligeno, colonizzato da affascinanti invertebrati come i briozoi e le gorgonie, dalla forma tipicamente arborescente, caratterizzano i fondali della Riserva, oggi visitabili con immersioni guidate.
       Torre Guaceto ed il suo entroterra, dove una oculata e lungimirante gestione ha saputo coniugare i valori naturali più autentici con attività turistiche ed agricole e perfettamente sostenibili, sono la sede ideale per una vacanza realmente a contatto con la natura. 

DOVE: Torre Guaceto (Brindisi)

Google maps

Articoli correlati
Flora   L’erica pugliese
Altri articoli
Natura e paesaggio   Gravina di Laterza Arizona di Puglia Natura e paesaggio   Parco Nazionale dell’Alta Murgia Il mondo perduto delle architetture in pietra a secco Natura e paesaggio   Giganti maestosi Natura e paesaggio   Fra i titani del Salento Natura e paesaggio   Je suis “Ulivo” Salviamo gli ulivi di Puglia Natura e paesaggio   Saline dei Monaci Un dolce rifugio per l’avifauna lungo la costa jonica FLORA   La salicornia glauca FAUNA   Il fenicottero Natura e paesaggio   I pajari del Salento Quando l’architettura è in armonia con la natura Natura e paesaggio   Tra pipistrelli di grotta e magnifiche querce vallonee FLORA   La quercia vallonea FAUNA   Il ferro di cavallo maggiore Natura e paesaggio   Parco naturale Litorale di Ugento Il paradiso salentino degli uccelli migratori FLORA   Il fiordaliso di Creta FAUNA   Il cigno reale Natura e paesaggio   Saline di Margherita di Savoia Un regno per l’avifauna FAUNA   L’avocetta Natura e paesaggio   Punta della Contessa Regno di piante rare e uccelli di passo FLORA   Bassia hirsuta FAUNA   L’airone bianco maggiore Natura e paesaggio   Parco naturale regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano Un tuffo nella bellezza FLORA   Lo spinaporci FAUNA   Il cuculo dal ciuffo Natura e paesaggio   Bosco delle Pianelle a Martina Franca Tra lecci bellissimi e piante rare FLORA   L’ofride di Ingrassia FAUNA   Il pettirosso Natura e paesaggio   Il fico in Puglia: tra “paesaggi dimenticati” e nuovi ficheti FLORA   Erba di San Giovanni crespa FAUNA   Il passero Natura e paesaggio   Porto Cesareo Acque di cristallo, fondali preziosi e spiagge da sogno FLORA   Piante e fiori delle dune FAUNA   Il fraticello Natura e paesaggio   I favolosi olivi di Puglia Tra storia, natura e agricoltura FLORA   Piante e fiori degli oliveti FAUNA   L’upupa Natura e paesaggio   Parco naturale regionale Bosco e Paludi di Rauccio FLORA   La campanella selvatica FAUNA   Il tasso Natura e paesaggio   Parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase FLORA   Il fiordaliso di Leuca FAUNA   Il grillaio Natura e paesaggio   Grotte di Castellana Incantevole mondo sotterraneo FAUNA   Spelaeomysis bottazzii Natura e paesaggio   Parco naturale Terra delle Gravine Tra canyon maestosi FLORA   La campanula pugliese FAUNA   Il capovaccaio Natura e paesaggio   Foresta Umbra Tra piante e animali rari all’ombra della faggeta FLORA   L’agrifoglio FAUNA   Il capriolo del Gargano Natura e paesaggio   Riserva naturale delle Cesine Paradiso di flora e fauna FLORA   La periploca maggiore FAUNA   La folaga Natura e paesaggio   Parco nazionale dell’Alta Murgia Tra natura e storia FLORA   Il lino delle fate