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- OTTOBRE 2017 -
HOME - Puglia - Arte - “Da Rubens a Cades” Dipinti di grandi maestri di Seicento e Settecento in mostra a Cavallino
Arte
“Da Rubens a Cades”
Dipinti di grandi maestri di Seicento e Settecento in mostra a Cavallino
Nella Galleria del Palazzo Ducale dei Castromediano una preziosa mostra di ritratti, a cura di Francesco Petrucci, con opere provenienti da musei, istituzioni pubbliche e collezioni private, rappresentativa dei massimi ritrattisti dell’epoca di Francesca Pastore
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Corrado Giaquinto. San Filippo Neri.
Collezione Peretti

Cavallino – la cittadina messapica che cresce e si nutre d’arte e di cultura – ospiterà sino al prossimo 1° marzo la mostra internazionale “Ritratto e figura. Dipinti da Rubens a Cades”. Nella magica ed antica cornice del Palazzo Ducale dei Castromediano, tra dipinti dolcemente cullati tra le crepe della pietra leccese, si potranno ammirare 40 ritratti di principi, cardinali e figure di spicco della società italiana tra il ’600 e il ’700, oltre a filosofi, santi, artisti. L’esposizione, che raggruppa anche splendide opere provenienti da collezioni pubbliche e private, è stata organizzata a promossa dal Comune di Cavallino, Assessorato alla Cultura, a cura di Francesco Petrucci, Catalogo di De Luca Editori d’Arte.

La rassegna, costituita da numerosi capolavori di grandi maestri, si compone idealmente di due sezioni ritrattistiche, in parte formate da opere inedite o mai esposte al pubblico. Una prima parte espone ritratti reali, raffiguranti personaggi ripresi nella loro concreta fisionomia, che posarono per artisti che li ritrassero dal vero, cogliendone la fisionomia e la psicologia, di cui si conosce in molti casi l’identità. Accanto a questa produzione esiste una ritrattistica più intima e individuale, tesa a rendere il carattere e la psicologia dei personaggi, che ha un punto di avvio nella ritrattistica naturalistica di tradizione caravaggesca. Sono comprese in questa sezione anche “teste di carattere”, cioè studi fisiognomici di volti, aventi carattere di studio autonomo o funzione propedeutica a composizioni più grandi di soggetto sacro e profano. Alcuni ritratti sono riconducibili più a tipologie sociali, spesso di estrazione popolare, che a personaggi individuabili, pur essendo stati realizzati seguendo modelli reali, poi trasfigurati o fatti propri dalla fantasia degli artisti. Spesso questi ritratti sconfinano nella pittura di genere (la vecchia, il mendicante, il bambino cencioso, ecc.).

Una seconda sezione illustra invece ritratti ideali e allegorici, raffiguranti cioè personaggi realmente vissuti, ma le cui effettive fisionomie non sono note e furono create dagli artisti sulla base di testimonianze scritte o di interpretazioni iconografiche consolidate. Rientrano in questa tipologia ritratti di santi, come san Pietro o san Paolo, o ritratti di filosofi dell’antichità, di cui è accertata l’esistenza ma non la vera fisionomia.

Oltre a dipinti provenienti da importanti musei e istituzioni pubbliche (Ariccia, Palazzo Chigi; Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Corsini; Roma, Accademia Nazionale di San Luca), vengono presentate anche opere poco note provenienti da collezioni private, selezionate da Francesco Petrucci, Conservatore di Palazzo Chigi in Ariccia e curatore della mostra, tutte caratterizzate da una qualità molto elevata, rappresentativa dei massimi ritrattisti attivi tra primo ’600 e fine ’700.

Clamorosa la presenza dell’unico ritratto dal vero sino ad oggi rintracciato di San Camillo de Lellis, riferibile ad un ignoto pittore caravaggesco, secondo Röttgen identificabile con Antiveduto Gramatica, specializzato in teste di uomini celebri, nella cui bottega lavorò il Caravaggio appena giunto a Roma.

Di spiccata sensualità anche una nordica Maria Maddalena del pittore tedesco Ignazio Stern, concessa in prestito dalla collezione Marignoli di Spoleto, e un monumentale Venere e Adone di Francesco Trevisani, l’opera profana di maggior respiro dipinta dal grande pittore veneziano, proveniente dalla collezione Lemme.

Spiccano per qualità nell’ambito della pittura del ’700 un sontuoso Ritratto di gentiluomo di Francesco Solimena, riferibile al periodo della dominazione austriaca del viceregno di Napoli e un San Filippo Neri di Corrado Giaquinto. Le opere esposte sono notevoli, ammirarle è un piacere per gli occhi e per l’anima.