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- NOVEMBRE 2017 -
HOME - Puglia - Storia e tradizioni popolari - Tavole di San Giuseppe L’accoglienza ai viandanti di un “Viaggio lento nel Salento”
Storia e tradizioni popolari
Tavole di San Giuseppe
L’accoglienza ai viandanti di un “Viaggio lento nel Salento”
Trekking e incontro con le tradizioni popolari in un libro di Emanuela Rossi.
Un viaggio a piedi alla scoperta della Terra d’Otranto nei giorni in cui vengono imbandite le Tavole di San Giuseppe.
Fra paesaggi meravigliosi, citazioni letterarie e lampascioni, rape, pesce fritto e zeppole...
di Anna M. Conserva
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Giurdignano (Lecce). Tavola di San Giuseppe. Foto Archivio Avanguardie

Le Tavole di San Giuseppe, mense imbandite nel Salento e in alcuni altri luoghi d’Italia seguendo un’antica tradizione, intorno alla data del 19 marzo, ricorrenza del Santo, sono al centro di un piccolo ma prezioso libro di Emanuela Rossi, Viaggio lento nel Salento – A piedi in Terra d’Otranto (Andrea Pacilli Editore, Manfredonia, FG, pp. 111, euro 13,00), il diario di un viaggio a piedi di alcuni giorni, una sorta di trekking lento, in gruppo, alla scoperta dei luoghi più suggestivi di un’area del Salento che comprende, oltre alla magnifica cittadina affacciata sull’Adriatico, alcuni paesi dell’entroterra e una campagna di grande fascino, ricca di testimonianze del passato.

“Un viaggio a piedi è una piccola avventura tra i propri pensieri e i paesaggi che si attraversano”, precisa l’autrice. E questi pensieri, oltre alla descrizione degli itinerari percorsi, sono stati annotati insieme a numerose citazioni di opere di scrittori e studiosi. A cominciare dal romanzo di Maria Corti, L’ora di tutti, che non può mancare quando si parla di Otranto, e poi naturalmente cenni di testimonianze di studiosi come Cosimo De Giorgi, Ernesto De Martino ed altri.

Si parte da Otranto, si cammina verso la Torre del Serpe, si raggiunge la splendida baia delle Orte, poi le spettacolari cave di rossa bauxite con il loro micro lago turchese, fino all’affascinante faro di Punta Palascia, il punto più orientale d’Italia, che si affaccia sul Canale d’Otranto, dove la denominazione geografica indica il termine del Mare Adriatico e l’inizio dello Ionio. E in marzo, mese perfetto per le escursioni in Salento, si possono scorgere le piccolissime, incantevoli orchidee spontanee. La sera, in semplici ma accoglienti luoghi di sosta, si iniziano ad assaggiare le squisite specialità di tradizione che vengono preparate per le Tavole di San Giuseppe, “la massa”, ovvero ciceri e tria (pasta e ceci locale), finocchi, frutta di stagione.

Il viaggio prosegue nella Valle dei Cervi, raggiunge Torre Sant’Emiliano e passa dalla Masseria Cippano, dove Ferzan Ozpetek ha girato le scene più incisive del suo Mine Vaganti, interamente girato in Salento. E poi ci si affaccia sul mare azzurro profondo di Porto Badisco, che alcuni studiosi identificano come possibile luogo descritto nell’Eneide di Virgilio per lo sbarco di Enea nel Sud dell’Italia. Tra cenni di archeologia, storia, storie e leggende si parla della Grotta dei Cervi, del Cunicolo dei Diavoli, dei menhir e dei dolmen dell’area di Giurdignano. E poi le Centoporte, il Masso della Vecchia, il Santuario di Monte Vergine. E i paesi, Minervino di Lecce, Giurdignano. E finalmente, nei centri storici dei paesi, l’incontro con le mitiche tavole imbandite nelle case, anche per i viandanti sconosciuti. Lampascioni, rape, pesce fritto, pittule, zeppole e gli enormi pani a ciambella, come vuole la tradizione. Un tripudio di sapori e una dolcezza per il cuore per questa inattesa, generosa accoglienza che si tramanda di generazione in generazione.

Guida escursionistica professionista del gruppo Avanguardie, insieme al marito, lo speleologo Salvatore Inguscio, La Rossi, d’origine toscana ma pienamente salentina d’adizione, pur avendo macinato molte migliaia di chilometri a piedi in Salento, non ha perso lo stupore e la capacità di restare incantata dalle tante soprese che un “viaggio lento” in questa terra può riservare. Per questo le sue pagine hanno una freschezza che coinvolge il lettore e certamente lo persuade a desiderare di provare l’esperienza reale di un’immersione tra i paesaggi, i profumi e i sapori che il libro racconta.

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