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- FEBBRAIO 2018 -
HOME - Puglia - Storia e tradizioni popolari - I mille riti della Settimana Santa Tra fede e folclore
Storia e tradizioni popolari
I mille riti della Settimana Santa
Tra fede e folclore
In tanti paesi di Puglia, con innumerevoli tradizioni diverse, si celebrano i riti cattolici che precedono la Pasqua.
Suggestive processioni con statue, uomini incappucciati, donne velate e bande musicali
di Bianca Tragni
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Canosa di Puglia (BT). La processione della Desolata. Foto Archivio Fotogramma

      Il Venerdì Santo la Puglia si ammanta di dolore. Va in scena lo spettacolo della morte. I riti religiosi della Settimana Santa cattolica, quando la Chiesa ricorda e celebra la passione e morte di Gesù Cristo, scendono in strada e si mescolano alla gente, e si fanno popolo. In tutti i paesi è un pullulare di processioni di statue, di cortei di donne velate e di uomini incappucciati, di ali di folla silenziose e commosse, di musiche funebri e solenni suonate dalle bande musicali. I riti cominciano già prima della Settimana Santa con diverse rappresentazioni della “Passione vivente” (Altamura, Conversano), vere opere teatrali recitate in costume nelle strade del paese o nelle campagne, specie nelle suggestive gravine (come a Ginosa); si prosegue con le “Processioni” della Sacra Spina (Andria), dell’Addolorata (Bisceglie, Bitonto), della Desolata (Canosa, Gallipoli), dei Misteri (Molfetta, Ruvo, Valenzano, ma ovunque: è la più diffusa), del Santo Legno (Conversano), di Cristo Morto (Montesantangelo, Botrugno); degli Otto Santi (Ruvo di Puglia), della Pietà (Molfetta); ancora si prosegue con i pellegrinaggi penitenziali al “Sepolcro di Cristo” nelle chiese, da parte dei Cruciferi (Noicattaro), dei Pappamusci (Francavilla Fontana), dei Perduni (Taranto, Pulsano) e dei “Bbubbli bbubbli” di Grottaglie; per concludere con la processione della Resurrezione, però meno frequente (Francavilla Fontana, Ruvo, dove si fa anche lo scoppio delle Quarantane, il fantoccio della moglie di Carnevale appeso sulle strade, che si fa esplodere per indicare la fine della Quaresima e l’inizio della festa di Resurrezione e di primavera della natura).

      Protagoniste assolute di queste feste religiose popolari sono le tantissime Confraternite, associazioni laicali di cittadini qualunque, di ogni ceto, che vestono le loro smaglianti divise di saio e cotta e cappucci (bianchi, rossi, neri, celesti, gialli ecc.) per portare in giro le statue, per pregare, fare penitenza e celebrare la loro fede in Cristo Morto e Risorto e nella sua Madre dei Sette Dolori, icona sacra di tutte le sofferenze umane. Con loro, pur nel buio della notte in cui in genere si svolgono questi riti, la Puglia esplode nei suoi colori più belli.

      E l’esplosione più forte è a San Marco in Lamis (Foggia), dove la processione dell’Addolorata è accompagnata dalla famose ‘fracchie’, cioè torce gigantesche fatte da un grande tronco inzeppato da quintali e quintali di pezzi di legname, che bruciano lungo il percorso dove vengono trascinate di peso, su ruote e con catene di ferro. È uno spettacolo dantesco. Come a Canosa sono uno spettacolo di tenebrosa potenza le centinaia di donne tutte coperte di nero, compreso il viso velato, che seguono la Madonna Desolata. A Molfetta, fra le tante processioni che si alternano e s’intersecano lungo tutta la notte del Venerdì Santo, prevale lo spettacolo della musica: decine di bande suonano marce funebri scritte apposta per la circostanza da antichi e meno antichi maestri compositori. Musiche che non possono non prenderti il cuore e stracciarlo. Così ti si stringe il petto e fa meditare la mente il sacrificio dei Cruciferi di Noicattaro che, con le catene ai piedi scalzi, trascinano una pesantissima croce di chiesa in chiesa. O i Perduni di Taranto, che con la caratteristica camminata caracollante, girano come fantasmi per la città a due a due, pregando, inchinandosi gli uni gli altri se s’incontrano, entrando e uscendo dalle chiese, inginocchiandosi. Altre suggestioni evoca il “Cristo rosso” di Cerignola, le cui tradizioni rivoluzionarie sembrano incarnarsi anche in questi riti sacri; o gli incatenati di Troia; o gli incontri sull’uscio della chiesa tra la Madre e il Figlio, cioè la statua della Madonna in cerca del Figlio catturato e quella di Gesù che la saluta per l’ultima volta: le due statue s’inchinano ed è un rito che sempre commuove molto e si ritrova in diversi paesi. Insomma sono immagini, suggestioni ed emozioni che si possono vedere solo in Puglia durante la Settimana Santa: una settimana tutta da vivere, anche se celebra la morte!