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Luoghi
Barletta
Crocevia di storia e cultura
Il sito archeologico di Canne della Battaglia, dove nel 216 a.C. Roma fu sconfitta dai Cartaginesi di Annibale, il Castello Svevo, dove Federico II convocò la Dieta del 1228, la celebre Disfida del 1503. Barletta e il suo territorio sono stati al centro della storia attraverso i millenni.
Imperdibile la visita al Palazzo della Marra, che ospita la collezione De Nittis. il grande pittore barlettano morì a Parigi nel 1848, all’apice della sua gloria
di Michele Cristallo
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Barletta. La tradizionale rappresentazione della Disfida. Foto di Nicola Amato

Barletta nei giorni scorsi ha “reinterpretato” la Disfida, l’epico scontro tra Italiani e Francesi del 13 febbraio 1503, inaugurando un progetto rievocativo che – secondo il direttore artistico e regista Giampiero Borgia – “rinnova la tradizione e guarda al futuro puntando in prospettiva a uno scenario europeo e mediterraneo”. In sostanza si tratta dell’evoluzione del “vecchio” Certame della Disfida che andava in onda da oltre vent’anni il 13 febbraio di ogni anno e che nei mesi scorsi ha alimentato un dibattito e quindi una polemica tra i sostenitori di una ricostruzione storica secondo le fonti e gli innovatori che intendono togliere alla memoria dell’evento ogni patina di enfatizzazione celebrativa.

Un dibattito e una polemica che indubbiamente giovano al rilancio, in chiave di moderna strategia di promozione turistica e quindi con risvolti economici, di una importante pagina della millenaria storia di questa città.

Una città che non riesce a mettere a frutto l’inestimabile patrimonio di beni storici, culturali, artistici, monumentali, paesaggistici di cui dispone. Un territorio che già dodicimila anni fa era una importante via della preistoria pugliese, come testimoniano numerosi, significativi reperti venuti alla luce lungo la costa e all’interno. Dal suo primo inurbamento (336 a.C.) in poi ha recitato sempre un ruolo di autorevole protagonista sul palcoscenico della Storia.

A cominciare dalla Battaglia di Canne che il 2 agosto del 216 a.C. sulle rive dell’Ofanto segnò la più grande delle sconfitte di Roma ad opera dei Cartaginesi di Annibale. Oggi quel sito archeologico, teatro di numerose battaglie anche nei secoli successivi, ricco di testimonianze sia annibaliche, sia medievali, è in totale stato di abbandono. Eppure si tratta del sito della più famosa battaglia dell’antichità, ancora oggi oggetto di studio nelle accademie militari. Recentemente il ministro ai Beni e alle Attività Culturali Dario Franceschini ha assicurato al sindaco Pasquale Cascella che Canne della Battaglia sarà inserita nell’elenco degli istituti, degli immobili e dei luoghi contemplati dal decreto ministeriale sulla riforma museale. Questo accadeva nel gennaio scorso; il 10 giugno la Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato i 60 siti archeologici di Puglia e Basilicata inseriti nel novero dei poli museali: nessuna traccia della Cittadella di Canne della Battaglia. Il ministro sostiene che si tratta di un decreto aperto...

Ma Barletta non è solo Canne. Il patrimonio monumentale è ricco e di irripetibile pregio storico architettonico. Accenniamo ai due più autorevoli: la Cattedrale romanica e il Castello Svevo. La prima risale al 1140 e fu consacrata nel 1260. Iniziata in forme romanico-pugliesi, fu prolungata nel 1307 in forme ogivali nella parte posteriore e ancora ampliata negli anni successivi nel presbiterio e nell’abside. Interessante la lettura della plurisecolare storia della chiesa: dalle remote origini paleocristiane visibili nel sottostrato pavimentale, alle antiche pergamene, al linguaggio dei bassorilievi all’interno delle tre navate, ai tre portali della facciata.

Il Castello, eretto dagli Svevi su una precedente fortezza normanna, è ancora oggi eloquente testimonianza del passaggio di Federico II in Puglia. È passata alla storia la Dieta di Barletta del 25 aprile 1228, quando l’imperatore svevo convocò nel castello di Barletta nobiltà, clero, dignitari di corte per annunciare la sesta Crociata, detta “degli Scomunicati” perché all’indomani dell’ennesima scomunica del papa Gregorio IX. Il 19 ottobre 1246 Federico convocò nel castello barlettano un “colloquium” generale per una ricognizione generale degli affari di stato e per promulgare nuove leggi. In quella circostanza fu definito un complesso di leggi pubblicato sotto il nome di “Constitutiones Occupatis” alcune delle quali segnavano una evoluzione rispetto alle fondamentali “Constitutiones Melfitane” del 1231. Oggi il Castello ospita la Biblioteca Comunale, il Polo Museale, l’Archivio della Memoria. Di rara suggestione i sotterranei, un tempo luoghi di tortura e prigione, recentemente location di film (vi hanno girato Pasolini e Zeffirelli) e di spettacoli teatrali.

Una visita attenta merita il Palazzo Della Marra, splendida testimonianza di barocco cinquecentesco, che ospita la Collezione De Nittis, la più completa rassegna di opere del celebre pittore barlettano che con la su arte conquistò Parigi e Londra. In questi mesi, alcuni suoi capolavori sono stati prestati da Barletta all’Expo milanese. Giuseppe De Nittis morì a Parigi nel 1848 a 38 anni, “in piena gloria, come gli eroi e i semidei”, come recita l’iscrizione dettata da Alessandro Dumas figlio nella lapide sulla tomba nel cimitero parigino Pére Lachaise.

E poi tante altre chiese, il Museo archeologico, i vicoli del centro storico, di sera palcoscenico della cosiddetta movida, la Cantina della Disfida, il colosso Eraclio, le spiagge, la gastronomia.

Barletta è una città ricca. Lo è grazie a una classe imprenditoriale coraggiosa, eclettica, che riesce ad avere ragione delle crisi, attingendo a un patrimonio inesauribile di idee e iniziative.

DOVE: Barletta (BAT)

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