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- AGOSTO 2017 -
HOME - Puglia - Luoghi - Castel del Monte I mille enigmi del capolavoro di Federico II
Luoghi
Castel del Monte
I mille enigmi del capolavoro di Federico II
È patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1996.
Oltre cinquecento studi in tutto il mondo non hanno dato risposte certe su cosa sia esattamente questo fascinoso maniero.
Secondo l’ultima teoria, di due ricercatori di Bari, sarebbe un esempio, unico, di centro benessere medievale
di Lino Patruno
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Castel del Monte. Foto Archivio Fotogramma

Il primo centro benessere di Puglia: questo sarebbe Castel del Monte. Questo sarebbe quel labirinto di misteri incastonato fra le colline di Puglia come una stupefacente Reichkrone, corona imperiale. Ma chissà se è la parola fine a uno fra i più affascinanti enigmi della storia, dopo oltre cinquecento studi in tutto il mondo per capire cos’è quel monumento del quale si sa soprattutto cosa non è.

Non è, Castel del Monte, un castrum, castello per la difesa militare, perché non ha fossato, non ha ponte levatoio, non ha caditoie per proiettili e olio bollente, non ha scuderie, non ha piazza d’armi, non ha camerate, non ha cucine e magazzini per la guarnigione, non ha sotterranei per i prigionieri, non controlla passaggi obbligati né posizioni strategiche, non è mai stato impegnato in combattimento.

Non è, Castel del Monte, residenza di caccia o di altro perché ha solo sedici stanze tutte uguali, senza sale da pranzo, né saloni di ricevimento, né camere da letto. Non è stato, Castel del Monte, costruito da architetti perché non ne è stato tramandato un nome né una firma è mai comparsa da qualche parte. Vi furono impegnate maestranze di cistercensi francesi, e la dice lunga come ulteriore stranezza il castello di un “anticristo” come Federico di Svevia costruito da monaci.

Pare che lo stesso Federico, che lo volle, non ci abbia mai risieduto, e chissà se lo ha addirittura mai visto come spesso capita agli autori dei capolavori. Si sarebbe aggirato da quelle parti nel 1240, anno della prima pietra. E non si sa se mai qualcuno lo abbia abitato. E anche l’ipotesi di primo centro benessere di Puglia è verosimile e inverosimile, tanto per non uscire dal secolare “giallo” dell’umanità.

Sono stati due ricercatori del Politecnico di Bari ad avere il loro quarto d’ora di celebrità annunciando che Castel del Monte era quella che oggi si definisce una Spa. Concepita per la cura del corpo e dello spirito, per il culto della bellezza e la ricerca dell’immortalità che spettava di diritto a un imperatore di tutti gli uomini tanto eletto direttamente da Dio da poter entrare in permanente conflitto con la Chiesa e i suoi papi che lo ripagavano di scomuniche.

Secondo i due, Giuseppe Fallacara e Ubaldo Occhinegro, Castel del Monte riflette l’umanesimo del suo fondatore, che lo voleva il più bello da Palermo a Roma, da Beirut a Gerusalemme. E che lo concepì e lo fece realizzare come una perfetta macchina di ingegneria idraulica, forte di 5 cisterne pensili (di cui due a piano terra), 5 grandi camini, superfici interne ed esterne progettate per raccogliere e veicolare le acque del cielo.

Sono tutte tecniche da hammam orientali che Federico conosceva bene per i suoi trascorsi arabi nella Sicilia della sua infanzia, con tanto di uso di vapore e variazioni di temperature negli ambienti. Niente di nuovo se si pensa alle terme romane. Tanto di nuovo se si pensa al Medioevo refrattario a ogni scandalosa attenzione materiale a se stessi: quindi un’altra eresia per la “terribilità” di un sovrano laico che privilegiava la scienza rispetto alla fede, la magia rispetto alla religione, gli indovini rispetto ai sacerdoti. Un “anticristo”, appunto.

Non meraviglia se, secondo lo storico Franco Cardini, l’ottagono delle torri e della base di Castel del Monte è una figura punto di incontro fra le due figure-base del mondo geometrico-simbolico: il cerchio (perfezione di Dio) e il quadrato (imperfezione umana). L’otto è ciò che lega l’infinito al finito. E simbolo della rivelazione, perché somma delle sette giornate della creazione e di quella della resurrezione.

Materia troppo delicata per essere maneggiata con la protervia di “un nuovo Cristo signore dello spazio e del tempo”, e con Castel del Monte sorta di cattedrale laica. Ora che si scopre che forse Federico si lavava e faceva lavare in un tempo in cui l’unica purificazione era quella del confessionale, si capisce come il suo Castel del Monte sia da maneggiare con cura per non incorrere in fulmini vari.

DOVE: Andria (BAT)

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