
La regina del Carnevale Si celebra in molti paesi della Puglia ma il più antico (più di sei secoli!) e rinomato è quello di Putignano.
I maestri cartapestai creano enormi e strabilianti carri allegorici.
E oltre al Carnevale si può scoprire un paese ricco di storia e d’arte di Bianca Tragni
Putignano (Bari). Grandi e fantasiosi carri allegorici sfilano per le strade della città durante il Carnevale.
Foto Archivio Fotogramma
Il Carnevale in Puglia si celebra in molti luoghi e in molti modi: con cortei mascherati a Manfredonia e Santeramo (specializzato per ragazzi), con carri allegorici a Massafra e Gallipoli, con gare e fiere di fischietti in Terracotta a Rutigliano e Ruffano; e in tanti altri luoghi e modi. Tutti belli e interessanti da conoscere e da vedere. Ma… Putignano è Putignano! Esattamente come “Sanremo è Sanremo” per il Festival della canzone, così Putignano è Putignano per il Carnevale: cioè unico, inimitabile, inconfondibile, il massimo del divertimento. Sono infatti 618 anni che si fa e quindi, non foss’altro che per esperienza secolare, è il più collaudato. Ma poi ci sono le sue forme e le sue arti a renderlo unico.
Comincia prima di tutti gli altri, nientemeno che a Natale, esattamente il giorno dopo, a S. Stefano, patrono della città, quando si avvia il rito delle “Propaggini”, in cui gruppi di cittadini vestiti da contadini girano per la città cantando e poetando in dialetto. È una gara di versi satirici che prendono in giro tutti: autorità locali e non, personaggi tipici, abitudini e situazioni. Si comincia quindi, con la poesia carnascialesca, a rovesciare gli schemi sociali, a ridere di tutto e di tutti, si continua poi con l’organizzazione delle feste, fra cui l’elemento dominante sono i carri allegorici in cartapesta. Veri artisti i suoi autori. Artisti del modellato di quella speciale materia che è la carta macerata nell’acqua e poi ammollata e intrisa con la colla fino a diventare tenera e malleabile più della creta; poi, una volta asciugata, è dura come la creta stessa, ma molto più leggera. Artisti del colore, che ricopre in maniera rutilante e creativa tutta la cartapesta. Artisti della satira, perché ogni carro dà vita a un tema sul quale scherzare e ironizzare. Poi queste enormi statue buffe e grottesche vengono portate in giro (nei giorni 5-12-19-21 febbraio, quest’anno) sul corso principale della città e a volte sono più alte dei palazzi. Sono ispirate a temi dell’attualità e sono circondate da gruppi mascherati, maschere di genere, ballerini, clown e altre macchiette che li seguono con gran fracasso, allegria e battaglie di coriandoli e stelle filanti.
Quest’anno i temi prescelti dai maestri cartapestai del Carnevale di Putignano sono sette e precisamente: “Il Vascello Fantasma” (ogni allusione al disastro della Costa Concordia è puramente… voluta!), “Con Draghi e Maghi solo tu paghi”, “Sinfonia di mezza crisi”, “Euro Yn, Euro Yang”, “Caccia al re”, “Viva la Rai”, “Finché sorte non ci separi”. Sono stati presentati in anteprima i bozzetti di quelli che saranno i mastodontici, coloratissimi carri allegorici, clou di una serie di manifestazioni collaterali (feste, spettacoli, gare, ecc.). Insomma un carnevale tutto da vedere e provare. E a Carnevale Putignano si esalta, dà il meglio di sé.
Che però non è solo Carnevale. La città è ricca di storia, arte e tradizioni che mostra nei suoi palazzi, nelle sue chiese, nelle sue produzioni, nelle sue statue. Basti pensare che qui nacque il più grande scultore pugliese del Rinascimento, quello Stefano da Putignano che riempì dei suoi capolavori quasi tutta la Puglia. Visse tra il 1470 e il 1540 circa e, formato alla grande scuola dei Laurana, Mazzoni e Dell’Arca, creò uno stile tutto suo, scolpendo in pietra grandi santi, madonne, tabernacoli, candelieri e soprattutto Presepi, i famosi Presepi pugliesi del ’500, tutti in pietra dipinta. Sono da vedere ancora, fra le altre, la monumentale Chiesa di S. Pietro Apostolo, dagli scenografici due altari uno sull’altro; il Palazzo del Balì, dove – nel periodo in cui Putignano era da loro governata – risiedevano i frati-cavalieri del sovrano Militare Ordine di Malta, il cui capo si chiamava Balì ed era un vero sovrano. E poi ancora chiese e conventi, porte e ville, grotte e cappelle nel territorio. Il tutto in un paesaggio ameno e trapunto di trulli che invita al riposo e alla vacanza. Venite a Putignano tutte le volte che potete!
DOVE: Putignano (BARI)
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