
Il fascino di quel castello arroccato sulla collina Le gravine del suo territorio, ricche di insediamenti rupestri, affascinarono Pasolini, che vi girò Il Vangelo secondo Matteo. Tra i vicoli del centro storico, tra antiche dimore e chiese, tanti locali dove gustare la cucina tipica e l’ottimo vino di Maria Grazia Rongo
Massafra (Taranto). Il Castello. Foto gentilmente concessa da Giuseppe Chiarelli
Una “massa”, un territorio di proprietà del vescovado di Taranto, compreso tra le attuali gravine della Madonna della Scala e di San Marco, che tra il V e il VI secolo d.C. diventò dimora di un gruppo di profughi fuggiti dall’Africa settentrionale in seguito all’arrivo dei Vandali. Così, in quel perimetro carsico, nacque Massafra, il cui territorio conserva tracce risalenti al Neolitico. Proprio ai piedi della gravina sorge un castello, le cui prime pietre furono poste intorno al 970 d.C, poi completato da Angioini e Aragonesi con una caratteristica particolare, una grande torre ottagonale che ancora oggi domina il panorama di chi dalla strada statale Appia, guarda in su, verso il paese arroccato sulla collina. La gravina, da millenni intatta nella sua suggestione, ricca di insediamenti rupestri – che diventano un percorso obbligato per chi decide di visitare la cittadina – indusse il grande Pier Paolo Pasolini a scegliere Massafra come set cinematografico per il suo film, Il Vangelo secondo Matteo.
Nella gravina massafrese sorge il Santuario della Madonna della Scala, costruito intorno al 1791 sul luogo dell’apparizione della Madonna insieme al Bambin Gesù e a una piccola cerva, ad alcuni pastori del luogo. L’apparizione scongiurò una grande carestia che si abbatteva sulla zona di Massafra, e per questo la Madonna viene venerata come santa protettrice della città. Scendendo poi nel fondo del burrone, a circa duecento metri dal Santuario, c’è la Farmacia del Mago Greguro, caratteristica con le sue innumerevoli nicchie scavate nella roccia. La leggenda racconta che il Mago Greguro e la sua giovane figlia Margherita abitarono la grotta intorno all’anno Mille e con le erbe medicinali raccolte nella zona preparavano unguenti miracolosi. Con ogni probabilità la farmacia fu anche la dimora di monaci basiliani, che si dedicavano alla stessa attività. Tra i vicoli del paese vecchio, imbiancato a candida calce nei tratti più antichi, si scoprono scorci di una bellezza semplice, antiche strade ciottolate che portano a piccole dimore storiche, o a chiese che raccontano di riti e credenze millenari – come quella dei Santi Medici, Cosimo e Damiano – e la Chiesa di Gesù Bambino, sede di un antico convento, oggi dismesso. Continuando la passeggiata, si arriva fino alla Chiesa Madre, classico esempio architettonico del XVI secolo, e infine al seicentesco Convento dei Cappuccini, che tra poco diventerà sede di un centro dedicato all’arte e alla creatività animato da giovani talenti.
Nel cuore antico del paese, negli ultimi anni, sono nati anche numerosi ristoranti e locali caratteristici, dove è possibile gustare invitanti specialità culinarie e l’ottimo vino locale. Massafra vanta anche un Carnevale tra i più belli e antichi d’Italia (la prima edizione risale al 1953), una vera e propria festa che coinvolge grandi e piccini e che richiama in paese migliaia di turisti durante le sfilate dei mastodontici carri allegorici (ogni anno, tra la fine di febbraio e i primi di marzo) costruiti dai maestri cartapestai massafresi.
A pochi chilometri il mar Jonio, con le sue spiagge di sabbia finissima, che nella stagione estiva sono frequentate dalle gente del posto, ma anche da tantissimi turisti, alla ricerca di un angolo di paradiso in questo piccolo mondo del Sud Italia.
DOVE: Massafra (TA)
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